Catanzaro, Federfarma: Asp in ritardo su pagamenti e attivazione Cup
Nonostante le rassicurazioni sui pagamenti delle ricette, che l'Asp di Catanzaro aveva dato ai titolari di farmacia della provincia, «il termine di due mesi, peraltro già differito rispetto a quello previsto dall'ordinamento, è stato oramai ampiamente superato». È quanto denuncia Federfarma Catanzaro che in una lettera firmata dal presidente Vincenzo Defilippo, esprime «sorpresa e rammarico» e sottolinea che «le farmacie devono ancora ricevere il rimborso dei medicinali dispensati nel mese di Aprile». E aggiunge: «Dovrebbe essere superfluo ricordare come non siano assolutamente sopportabili tali ritardi che impediscono alle farmacie di pagare fornitori e dipendenti e come, pertanto, una mancata correntezza dei pagamenti si traduca direttamente in una più che concreta minaccia per la efficienza stessa del servizio pubblico di assistenza farmaceutica territoriale». Ma Defilippo ricorda anche una «seconda questione, in cui i titolari di farmacia confidavano, purtroppo sbagliandosi, fosse oramai in via di definizione, è quella concernente l'attivazione anche presso le farmacie del servizio di prenotazione, in collegamento con il Cup, delle prestazioni ambulatoriali rese dal Ssr». E chiarisce: «Trattasi, come è noto, di un servizio anch'esso previsto dalla legge (art. 1, comma 2, lett. h) del d.lgs. n.153/2009), tant'è che nel resto del territorio nazionale affianca, si può dire, istituzionalmente quello di assistenza farmaceutica. Solo nel nostro territorio resta inattuato. Tale situazione» prosegue «non solo è del tutto incoerente con le previsioni di legge citate, ma risulta ancor più inaccettabile considerato che il servizio è stato già attivato presso esercizi, le parafarmacie, che non possono sicuramente neanche qualificarsi presidi del Ssn, come viceversa sono le farmacie. I titolari di farmacia della provincia di Catanzaro» conclude Defilippo «si augurano che il Dottore Perri (Commissario straordinario dell'Asp, ndr.) vorrà adoperarsi per risolvere tempestivamente le problematiche anzidette. Tuttavia, nella malaugurata ipotesi che le richieste non sortissero gli auspicati effetti, la categoria sarà costretta a percorre senza ulteriori indugi altre strade a tutela dei propri diritti».
Simona Zazzetta
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