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Politica e Sanità

09 Settembre 2015

Ddl concorrenza. Gelli (Pd): Non sempre liberalizzare è un bene di per sé


Liberalizzare non è sempre un bene di per sé e settori come quello della salute necessitano di una riflessione più approfondita, quindi prima di smantellare l'attuale organizzazione delle farmacie dobbiamo aver bene chiaro in mente quale modello di distribuzione del farmaco vogliamo. Si esprime cosìFederico Gellideputato e responsabile sanità del Pd, commentando la richiesta di introdurre la liberalizzazione dei farmaci di Fascia C all'interno del Ddl Concorrenza, avanzata dallaFederazione nazionale parafarmacie italiane(Fnpi) nel presidio a Montecitorio iniziato ieri che durerà fino a domani. «Siamo sicuri che» domanda retoricamente «con l'ingresso dei grandi capitali nel settore e con la contestuale apertura alla libera vendita dei farmaci di Fascia C, continueremo ad aver garantita la presenza di una farmacia in ogni parte del Paese, soprattutto in quei luoghi meno redditizi dal punto di vista prettamente economico?». E ricorda: «Siamo già passati a un parametro di una farmacia ogni 3.300 abitanti, rispetto ai 4.000 del passato. Entro breve tempo in Italia avremo quasi 21mila farmacie in tutto il territorio nazionale. Poco meno della Germania, dove però risiedono circa 80 milioni di abitanti e molte di più dell'Inghilterra dove si contano 14 mila farmacie». Secondo Gelli è necessario riflettere sull'impatto economico di queste scelte: «Le oltre 18mila farmacie attuali rappresentano quella piccola imprenditoria da sempre raffigurata come la spina dorsale dell'economia di questo Paese. La contestuale apertura alle grandi catene di distribuzione e alla liberalizzazione della fascia C potrebbe risultare un mix letale per quei piccoli imprenditori che garantiscono al cittadino, ogni giorno, un servizio di qualità garantito e regolato da una convenzione pubblica». Secondo il parlamentare se si va in questa direzione si «rischia di aprire una breccia potenzialmente pericolosa». E conclude ricordando che «in tutti i Paesi del mondo i medicinali con ricetta sono venduti solo in farmacia per motivi sanitari e per la sicurezza del paziente. Se dovessimo aprire alla libera vendita di questi farmaci, siamo sicuri che domani non si vorrà utilizzare questa decisione come un grimaldello per estendere il discorso anche alle ricette rosse?». Ben diversa la posizione ribadita nella giornata di presidio dalle Parafarmacie che considerano una «maggiore concorrenza una facilitazione per crescita, investimenti e qualità dei servizi». Davide Gullotta, presidenteFnpi, con riferimento all'auspicio dell'Antitrust Ue che l'Italia lavori meglio sulla concorrenza ha detto: «La nostra battaglia contro la casta non è più soltanto la nostra ma dell'Europa tutta. È con questo spirito che oggi presidiamo la sede del governo, facciamo gli interessi del nostro paese. È con questo obiettivo che fino al prossimo giovedì, presidiamo la sede del governo Renzi».

Simona Zazzetta

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