Test Hiv nelle farmacie francesi. Touraine: intercettare casi che sfuggono a screening
Il kit fai-da-te per eseguire il test per l'Hiv è da alcuni giorni disponibile nelle farmacie francesi al costo di 25-30 euro, si acquista senza bisogno di prescrizione contiene una dose di liquido per diluire, un microago per estrarre una goccia di sangue da un dito e un tester per il sangue estratto. La possibilità per i cittadini francesi di poter eseguire in autonomia il test è stata più volte annunciata negli scorsi anni dal ministro della Sanità Marisol Touraine, che nel 2013 aveva dato il via libera alla domande di autorizzazione necessarie per la messa in commercio e aveva annunciato il coinvolgimento delle farmacie per la vendita. La premessa, disse allora il ministro francese è di «permettere a una popolazione limitata ma ben identificabile di potersi sottoporre a un test, vale a dire tutti coloro che non vogliono recarsi nei centri di screening o negli ospedali e che sfuggono a tutte le campagne di controllo». E in occasione della messa in commercio del kit ha ricordato che «in Francia ci sono circa 30.000 persone portatrici del virus senza saperlo ed è necessario trovare nuovi mezzi per favorire e facilitare le diagnosi». Rispetto al test classico che è totalmente gratuito, il kit, commercializzato dall'americana Mylan, è un costo a carico del cittadino che non viene rimborsato dal sistema assicurativo sanitario. I risultati dell'auto-esame si ottengono in 15 -30 minuti ma, come ricorda nella nota il ministero della Sanità, c'è una finestra di 'siero-conversione' che dura tre mesi, in ogni caso un numero verde confidenziale, anonimo e gratuito è a disposizione per tutte le informazioni necessarie. Attenzione al tema e alla possibilità di coinvolgimento del farmacista è stata più volte sollevata dall'anglosassone Royal pharmaceutical society (Rps), che da tempo chiede alle autorità nazionali di migliorare l'accesso al test per quelle persone che non vogliono rivolgersi ai servizi. In Inghilterra il test fai-da-te è in commercio e si può acquistare online, ma per la Rps «non è un sostituto per i servizi face-to-face e chiede di normalizzare il test portandolo in contesti di comunità, come i medici di base negli ambulatori e le farmacie territoriali.
Simona Zazzetta
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