Giornata Alzheimer, Racca: farmacia è risorsa. Attenzione a disagi da diretta
Per i malati di Alzheimer e le loro famiglie, le farmacie, grazie alla loro presenza capillare sul territorio e ai servizi che erogano, costituiscono una risorsa importante. Anche se, in molte realtà, alcuni medicinali per l'Alzheimer vengono distribuiti direttamente dalle strutture pubbliche e questo crea disagi alla popolazione. È questa la riflessione che Annarosa Racca, presidente di Federfarma, lancia in occasione della 22esima Giornata Mondiale Alzheimer, celebrata ieri: «Le 18mila farmacie sono di grande aiuto perché mettono a disposizione una rete informativa per l'orientamento sui servizi sanitari presenti sul territorio, risolvono incombenze burocratiche per la prenotazione di visite ed esami, permettono la fruizione di nuovi servizi, compresa la consegna a domicilio gratuita dei farmaci a determinati malati, attivata recentemente in tutta Italia al numero verde 800189521». Ma, continua Racca, «in molte realtà alcuni medicinali per l'Alzheimer vengono distribuiti direttamente dalle strutture pubbliche e questo crea disagi alla popolazione. Auspichiamo che i farmaci che non richiedono particolari cautele al momento della somministrazione possano essere distribuiti in farmacia, mettendo così a disposizione dei malati, in qualsiasi momento e sotto casa, le medicine necessarie». Intanto, sempre in occasione della Giornata, da Federfarma Verona arriva la conferma dell'avvio della seconda fase del progetto pilota a livello regionale «Consulenze psicologiche e counseling in Farmacia» di sostegno ai pazienti affetti da Alzheimer e ai loro famigliari. Un'iniziativa, in collaborazione tra Federfarma Verona, Centro Servizi per il Volontariato, Associazione Alzheimer Verona, che vede il coinvolgimento di sei 6 farmacie di Verona e provincia, per mettere a disposizione dei cittadini, attraverso colloqui mirati di 45 minuti, uno psicologo e un volontario, con specifiche competenze. «Nella prima fase del progetto partito nel 2014» fa sapere Federfarma Verona «sono state aiutate 36 famiglie e l'analisi della situazione ha permesso di evidenziare che nei piccoli centri abitati esiste ancora un senso di vergogna da parte di alcune famiglie che hanno un malato di Alzheimer in casa, ma anche una sorta di timore a parlare con uno psicologo, mentre in città la famiglia cerca maggior supporto. Sicuramente questa iniziativa è servita ad avvicinare all'Associazione Alzheimer molte famiglie che non avevano alcun punto di riferimento, intesa soprattutto in termini di servizi gratuitamente offerti, e a far emergere alcuni di quei tanti casi iniziali di demenza ancora sommersi perché legati al timore delle conseguenze nel riconoscerli».
Francesca Giani
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