Politica e Sanità
30 Settembre 2015Novecento attestati per l'utilizzo del defibrillatore rilasciati a farmacisti e 220-230 farmacie che si sono dotate di defibrillatori in tre anni. Ma dalla Regione è ancora mancante una comunicazione ai cittadini e al mondo sanitario per rendere noto il servizio, di fatto rendendolo meno efficace. È questo il messaggio lanciato da Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Campania, che ha moderato, insieme a Vincenzo Santagada, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Napoli, la sessione Ecm "Il ruolo del farmacista di territorio nella rete di primo soccorso per le emergenze cardiorespiratorie", uno degli appuntamenti all'interno del XXI Congresso Nazionale del Gruppo per l'intervento nelle emergenze cardiologiche dal titolo "Appropriatezza clinica e nuovi modelli organizzativi per la lotta alla morte improvvisa cardiaca", chiuso sabato a Napoli. «Da tre anni» spiega Di Iorio «Federfarma, insieme all'Ordine, sta lavorando al progetto di primo soccorso nelle farmacie, con l'organizzazione, ogni sabato e ogni domenica, di un corso Ecm, strutturato in parte teorica e pratica, per l'utilizzo dei defibrillatori. Al momento abbiamo rilasciato 900 attestati e sono 220-230 le farmacie che si sono dotate di defibrillatore. Una rete come si vede ben solida e a disposizione dei cittadini. Ma non possiamo fare a meno di lamentare che da parte della Regione non arriva nessun tipo di supporto - e ci tengo a dire che è un atteggiamento comune a tutte le Giunte, che si sono susseguite. È chiaro che iniziative di questo tipo, che possono avere un reale valore e impatto preventivo, vanno quanto meno pubblicizzate, mentre dalla regione non c'è stata nessuna comunicazione ai cittadini. Se i cittadini non lo sanno, a che serve tutto questo? Quello che notiamo essere assente è una sorta di raccordo tra le varie parti del mondo sanitario e sociale, con uno spreco di risorse e di progetti, e in generale dalla regione vediamo che manca ancora una cultura generalizzata della prevenzione. Ci siamo avviati in questo progetto con sacrifici e per orgoglio professionale, nella direzione di una sempre maggiore vicinanza alla popolazione, ma siamo amareggiati di fronte a queste carenze».
Francesca Giani
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