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Politica e Sanità

08 Ottobre 2015

Unifarm: la partita con catene e Gdo si vince pensando al plurale


La partita che i farmacisti possono pensare di vincere, con i cambiamenti in corso e l'arrivo dei capitali, è quella della professionalità e dei servizi, un terreno su cui catene e Gdo faticano a competere perché non hanno la forza dell'individualità. Ma per riuscirci bisogna alzare l'asticella e iniziare a pensare al plurale e non più al singolare. Questo il messaggio che arriva dai vertici di Unifarm, società di farmacisti del trentino, in occasione della recente convention svoltasi a Torino. A parlare a una platea di 500 farmacisti e alle 270 farmacie associate è Luca Collareta presidente del gruppo: «Non credo che tutte le paure debbano nascere solo dal ddl concorrenza, che anzi, tutt'al più può rappresentare un catalizzatore di eventi. Il futuro c'è già, è l'innovazione e l'informatizzazione con cui già operiamo, quindi sta a noi trovare risposte al nuovo scenario, ma non ci riusciremo da farmacisti singoli e se non sapremo puntare sulla professionalità. Dobbiamo metterci insieme, pensare al plurale, per sviluppare progetti. Ma se nelle catene le decisioni vengono prese dai vertici, i farmacisti indipendenti devono saper a decidere tutti insieme nel rispetto delle identità ma con la capacità di delegare tutto ciò che è delegabile, come la gestione del magazzino o la negoziazione con l'industria. Questa è la vera sfida nei prossimi due anni». Professionalità come vera partita da giocare, come ha sottolineato Duilio Sgorbani, amministratore delegato di Unifarm: «La proposta formativa in farmacia clinica, in collaborazione con Corrado Giua della Sifac (progetto presentato alla convention, ndr.) è un esempio di come sia possibile alzare l'asticella e diventare una comunità di professionisti, titolari e dipendenti che operano con standard condivisi. Si potrà così alzare lo standard professionale e trasformare la farmacia in un luogo in cui certi problemi si possono trattare efficacemente». La proposta di Unifarm, presentata alla convention, oltre alla professionalità e alla delega forte, si declina su altri tre capisaldi: gestione del dato con gestionali di nuova generazione, intervento nel capitale della farmacia per piani di rientro e progetto rete «che li riassume tutti ed è la vera alternativa alle catene» ha sottolineato Sgorbani. «Unifarm non è interessato a creare catene di farmacie, ma di mettere insieme persone e farmacie nel rispetto della loro identità e storia. Se entrerà nel capitale lo farà per sostenere farmacie in difficoltà ma con un piano di rientro al termine del quale, sarà chiaro e scritto, il titolare torna padrone in casa sua». L'eccezione potrebbe esserci con le Farmacie comunali, ha chiarito Sgorbani: «Staremo a vedere che cosa succederà con il ddl e nel caso venissero vendute e non solo date in gestione, Unifarm avrà tutto l'interesse nell'acquistarle per poi proporle ai farmacisti indipendenti. Ci vorranno molti soldi per un'operazione del genere ma è una progettualità che deve far parte della nostra visione del mercato»

Simona Zazzetta

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