Politica e Sanità
24 Ottobre 2015È legittimo che l'Asl, nel definire i turni settimanali di 24 ore delle farmacie, tenga conto delle esigenze delle piccole farmacie rurali e degli oneri che il turno H24 comporta soprattutto se hanno difficoltà organizzative. È quanto emerge dalla decisione del Tar Veneto che ha rigettato il ricorso fatto da farmacisti titolari di un comune in provincia di Padova inseriti regolarmente nella turnazione settimanale (ogni 5 settimane) contro l'Azienda Ulss 16 che aveva stabilito che una piccola farmacia decentrata rispetto al centro cittadino avrebbe fatto il turno ogni nove settimane. I ricorrenti, si legge nella sentenza, era dal 2013 che «chiedevano l'inserimento nel calendario dei turni obbligatori diurni e notturni anche della farmacia della controinteressata, fino a quel momento esclusa in quanto la turnazione era riservata alle sole farmacie dell'area del centro storico». Ma un'apposita Commissione dell'Azienda sanitaria ha preso in considerazione «la dislocazione territoriale decentrata dell'esercizio farmaceutico, le piccole dimensioni della farmacia e il personale farmacista impiegato a part-time, la comprovata necessità di adeguare la struttura per l'espletamento del servizio notturno (sportello passa farmaco)» pertanto è stato accolto il parere espresso dall'Ordine farmacisti «di inserire la farmacia in via sperimentale per l'anno 2014 nei turni settimanali di 24 ore ogni nona». Un parere confermato anche nel 2015 che ha protratto la sperimentazione. Da qui il ricorso. Ma secondo i giudici «il provvedimento impugnato risulta rispettoso del bilanciamento con le esigenze rappresentate dalla farmacia rurale, posto che le difficoltà emerse paiono correttamente esaminate (...) attraverso una valutazione che sostanzialmente riconosce le rispettive necessità e peculiarità concedendo ancora un anno per la risoluzione delle problematiche inerenti la farmacia rurale, tenendo conto anche della prossima istituzione di una nuova farmacia (dalle procedure del concorso straordinario, ndr.) con la necessità, nell'anno a venire, di un ripensamento complessivo».
Simona Zazzetta
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