Da farmacie piemontesi presto proposte concrete di modelli aggregativi
Un punto sui progetti di farmacia di comunità, in grado di dare valore aggiunto e rendere indispensabile il ruolo della farmacia nel Ssn, ma anche la promessa di proposte concrete per far fronte alle novità del Ddl concorrenza, calibrate sulla base delle diverse esigenze che stanno tratteggiandosi tra le farmacie. Questo quanto emerso dal convegno dal titolo "Le esperienze piemontesi per una farmacia che cambia", organizzato da Università di Torino, Federfarma Piemonte e Ordine dei farmacisti regionale, nel fine settimana, e che si è proposto di fare il punto sulle esperienze che sono state realizzate nella regione e di avanzare proposte concrete che vadano nella direzione di garantire alla farmacia una funzione "indispensabile e insostituibile all'interno del Ssn". «Dal convegno» spiega Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte, «sono emerse due tematiche: la prima, la visione piemontese sulla nuova convenzione e su che cosa potrà fare la farmacia, nel passaggio da un focus sul prodotto a un focus sul servizio attorno al prodotto che offriamo. Alla base ci sono le esperienze avviate nella nostra regione di farmacia i comunità, che conferiscono valore aggiunto all'assistenza attraverso il filone dell'aderenza alla terapia e della prevenzione. Il Convegno è stato anche l'occasione per fare il punto sui progetti attivi, che stanno procedendo, e in particolare su Interateneo diabete, base del progetto che a settembre è risultato finanziabile dal Ministero della Salute (con uno stanziamento di 355mila euro) per dare attuazione al programma 2015 del centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie - organismo di coordinamento tra il Ministero e Regioni». Ma al centro del dibattito «anche il Ddl concorrenza: la domanda da cui siamo partiti è come strutturare il sistema farmacia per stare sul mercato e combattere il fenomeno delle catene. Credo che le farmacie debbano imparare a delegare alcune funzioni e andare nella direzione di reti e gruppi, di cui esistono diversi modelli. Per quanto ci riguarda, entro la fine dell'anno presenteremo progetti concreti su come aggregare le farmacie, tenendo in considerazione, come punto di partenza, quelle che sono le diverse situazioni, realtà e soprattutto esigenze di ciascuna farmacia. In particolare, si possono individuare diversi approcci, tra chi per esempio vuole vendere, chi è in sofferenza economica, chi vuole mantenere lo status quo, pur pensando a tutelarsi, chi pensa di alienare una parte della proprietà, e così via. Tutte esigenze a cui occorre trovare risposta e proporre modelli».
Francesca Giani
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