Politica e Sanità
16 Novembre 2011La categoria degli informatori scientifici alza la voce e si rivolge soprattutto al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che ha anche il compito di difendere la salute dei cittadini, e al ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Le richieste sono chiare: "Perch� per Alitalia si parla di mobilità e per gli informatori scientifici no? Anche noi vogliamo i correttivi, anche noi vogliamo l''opportunità di un reinserimento lavorativo", incalza Carlo Aloe, rappresentante di Federisf (la Federazione degli informatori scientifici del farmaco). Un settore messo in ginocchio da cinquemila licenziamenti e dalla minaccia di altri cinquemila posti a rischio. Una storia che si ripete: l''azienda farmaceutica cede un ramo di azienda con l''intera linea di informatori a società senza solidità, n� autonomia produttiva, spiegano i sindacalisti. Ma il problema è più generale: "Qui abbiamo un intero settore in crisi. Gli informatori devono fare i conti con licenziamenti collettivi mascherati da cessioni di ramo d''azienda, e con un uso distorto dei contratti collettivi nazionali di lavoro", ribadisce Carmelo Carnovale, segretario generale Slf Cobas lavoro privato (sindacato dei lavoratori dell''industria farmaceutica). "Segnaliamo che ci sono società che al posto di incassare al momento della cessione, hanno pagato altre società perch� si accollassero i lavoratori. In pratica hanno pagato per vendere. Su questo fronte Carnovale rivolge un appello diretto a Tremonti: "Le Istituzioni preposte facciano i dovuti controlli su coloro che hanno ceduto le loro linee di Isf.
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