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Politica e Sanità

09 Novembre 2015

Da compliance e riconciliazione farmaceutica risparmi fino al 400% su spesa


Con l'aderenza terapeutica e la riconciliazione farmaceutica si può risparmiare da un minimo del 44% ad un massimo del 400% sulla spesa sanitaria. A lanciare la sfida al Governo è la Federazione dei farmacisti italiani attraverso il presidente sen. Andrea Mandelli e il sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri in occasione della XI edizione del Caduceo d'Oro, tenutosi sabato scorso a Bari. Si può risparmiare, ricorda una nota Fofi, «qualificando la spesa e tutelando la salute dei cittadini» indicando un metodo che, «grazie all'interazione tra medico-farmacista-paziente, punti alla aderenza terapeutica e alla riconciliazione farmacologica, confortati dai dati scientifici». Durante l'incontro, in cui è stato assegnato il riconoscimento del Caduceo d'Oro 2015 alla sen. Elena Cattaneo, professore ordinario di Farmacologia Università degli Studi di Milano, e al dott. Arnaldo Tempesta, già presidente di Federfarma Bari, è sottolineata la necessità di dare al settore «efficienza, economicità e appropriatezza, le tre parole d'ordine per restituire un modello virtuoso al sistema senza tagliare diritti, ma puntando alla qualità della spesa». Gli ospiti intervenuti al dibattito, Vito De Filippo sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Americo Cicchetti, professore ordinario di organizzazione aziendale dell'Università Cattolica del sacro Cuore di Roma; Vito Montanaro, direttore generale Asl Bari, hanno indicato un «comune denominatore nella costruzione di una nuova governance del Ssn: la necessità di introdurre un più efficace livello di collaborazione tra gli operatori della sanità e la loro partecipazione attiva ai processi decisionali che riguardano l'evoluzione del nostro sistema sanitario in una logica di sostenibilità, solidarietà ed equità». Fofi ricorda che la mancata riconciliazione della terapia farmacologica può arrecare gravi danni al paziente, oltre a condizionare negativamente la sostenibilità del sistema sanitario nazionale e non è un caso che l'Organizzazione mondiale della sanità «raccomandi interventi per la prevenzione degli errori in terapia derivati da un'inadeguata conoscenza delle terapie in atto e consideri la Riconciliazione farmacologica una delle migliori strategie per garantire la qualità delle cure. La letteratura internazionale riporta che il 67% dei pazienti, all'ammissione in ospedale, presenta discrepanze non intenzionali nelle terapie e che spesso queste non vengono corrette. In molti Stati, come USA e Canada, la Riconciliazione rappresenta uno dei requisiti di accreditamento delle strutture sanitarie; anche in Italia, a seguito dell'Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, la riconciliazione è stata inserita tra i criteri ed i requisiti di accreditamento che Regioni e Province Autonome e strutture sanitarie sono tenute ad assicurare. È dello scorso anno una Raccomandazione del ministero della Salute in questa direzione. Ed è da questa esigenza che nasce il progetto Cerismas, risultato della collaborazione con la Asl di Bari e l'Ordine dei Farmacisti di Bari, finalizzato a ricercare nuove e più efficaci sinergie organizzative per potenziare i servizi sanitari territoriali, soprattutto in relazione all'assistenza domiciliare integrata, laddove una gestione ottimizzata dei processi di ricognizione e riconciliazione farmacologica possono giovarsi del ruolo professionale del farmacista». Questa strada, conclude la nota, «va compiuta in una logica di condivisione fra tutti gli stakeholder della sanità. Il problema è governare la spesa, garantendone la qualità, attraverso l'introduzione di sistemi adeguati di appropriatezza che puntino all'efficientamento delle terapie e a migliorare i livelli di aderenza terapeutica».
La sfida lanciata da Fofi è stata raccolta da De Filippo.

Simona Zazzetta

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