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Politica e Sanità

18 Novembre 2015

Sinafo su sciopero medici: lo faranno da soli, noi non parteciperemo


Il sindacato Fassid/Sinafo non parteciperà allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali mediche. Le motivazioni sono illustrate in una nota inviata da Giangiuseppe Console presidente nazionale e Roberta Di Turi segretario generale di Fassid area Sinafo che pubblichiamo integralmente.

I fatti. I sindacati della dirigenza medica hanno deciso lo stato di agitazione e annunciato lo sciopero della categoria per la giornata del 16 dicembre. Le motivazioni che hanno spinto il sindacalismo medico a porre in essere queste due iniziative, sono da ricercarsi, in gran parte, allo stato di assoluta criticità in cui versa il nostro sistema sanitario. E le criticità si chiamano: definanziamento della sanità pubblica, federalismo inappropriato, blocco del turn over, contratti atipici, cattiva gestione dei servizi sanitari senza alcun rispetto dell'autonomia, responsabilità e competenze del personale. Tutti temi e problematiche assolutamente veri e sacrosanti che, però, non riguardano solo i medici, bensì tutte le professionalità che operano all'interno del SSN che concorrono, in un unicum sinergico, all' assistenza al paziente e alla gestione delle risorse assegnate. Naturalmente ogni sigla sindacale può, in modo autonomo, assumere tutte le iniziative ritenute necessarie per tutelare i diritti dei propri iscritti e per rivendicare la soluzione di problematiche di più ampia portata. Tutto assolutamente giusto. Peccato, però, che all'interno di importanti sindacati medici sono, negli ultimi anni, confluiti migliaia di dirigenti sanitari. Questa confluenza si è resa necessaria non solo in previsione della realizzazione dell'area unica contrattuale ma, anche, per dare testimonianza sulle mutate relazioni tra le professioni all'interno delle strutture sanitarie in cui oramai da tempo operano in sinergia medici e dirigenti sanitari (in particolare farmacisti). L'armonizzazione dei rapporti sindacali ha reso non solo più compatto il fronte della dirigenza sanitaria ma, al contempo, ha dato più forza numerica a quelle organizzazioni sindacali mediche che, come detto, hanno accolto al loro interno i dirigenti sanitari e le sigle di appartenenza. Per tutte queste motivazioni, la decisione di alcuni sindacati di circoscrivere la protesta ai soli dirigenti medici è stata accolta con sorpresa e indignazione da parte dei sindacati della dirigenza sanitaria. Siamo di fronte ad una sorta di "ritorno al passato", da parte di alcune sigle sindacali mediche, teso ad affermare che quella del medico rappresenta una professione elitaria che ben poco, o nulla, ha da spartire con tutte le altre professionalità che gravitano intorno al sistema sanitario. Ma questo atteggiamento non tiene per nulla conto di quello che in questi ultimi anni è avvenuto nei Paesi (e anche nel nostro) in cui il sistema sanitario è particolarmente sviluppato. Sulle sinergie interprofessionali si è già detto. Ma anche a livello contrattuale non esistono più sostanziali differenze tra i contratti della dirigenza medica e sanitaria sia per gli aspetti normo giuridici sia per quelli economici. Ed è in virtù di queste consolidate realtà che il legislatore è stato indotto a considerare l'opportunità di prevedere un'area specifica di contrattazione in cui dovranno confluire e fondersi dirigenti medici e sanitari. E allora, ci chiediamo, quale sarà stato il motivo che ha determinato una scelta di protesta che rompe l'unità sindacale con il rischio concreto di rendere poco probabili le possibilità di ottenere i risultati sperati. La battaglia della difesa del Servizio Sanitario è la battaglia di tutti e non solo dei medici. Vogliamo considerare, quello di oggi, un semplice incidente di percorso convinti come siamo che la scelta operata, anche dalla nostra organizzazione sindacale, di confluire in una federazione medica, sia quella giusta.
Il vento del cambiamento lo dobbiamo respirare tutti insieme allontanando quegli egoismi corporativi che procurano danni enormi non solo all'unitarietà dell'azione sindacale ma anche difficoltà oggettive per raggiungere l'agognato traguardo di un potenziamento e qualificazione dei livelli assistenziali nel nostro Paese.

Roberta Di Turi 
Segretario Generale Fassid area Sinafo

Giangiuseppe Console
Presidente Nazionale Fassid area Sinafo )

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