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Politica e Sanità

27 Novembre 2015

Molise, Le Iene rinviate a giudizio per diffamazione aggravata


Rinvio a giudizio per il reato di diffamazione aggravata, anche recata con il mezzo dello strumento televisivo, per la giornalista del programma "Le Iene", Nadia Toffa, l'autore delle puntate televisive Marco Fubini, il delegato al controllo televisivo delle trasmissioni Luca Titaboschi, e il soggetto intervistato Stefano Rinaldi. Questo è quanto deciso nell'udienza preliminare presso il Tribunale Penale di Campobasso con inizio del processo il prossimo 18 marzo 2016. Le vicenda giudiziaria riguarda i contenuti di puntata del programma messa in onda nel marzo del 2012 (cfr. Farmacista33, aprile 2012), in cui la giornalista affermava che i farmacisti non volevano utilizzare le macchine validatrici, strumenti che riconoscono le ricette non compilate correttamente, per, come indicato nei capi di imputazione, «consentire la prosecuzione di condotte illecite» facendo allusione a soggetti e categorie che «sguazzano negli sprechi e nelle ruberie». Secondo il giudice dell'udienza preliminare, si apprende dalla stampa locale, nella trasmissione era stata anche inserita un'intervista a Luigi Sauro, presidente di Federfarma Molise, costruita, «con commenti dapprima raccolti e poi esposti ad arte ed in progressione, così ingenerando nel pubblico televisivo la convinzione, erronea, che la Federfarma Molise abbia difeso interessi illeciti, cosa assolutamente non vera». Federfarma Molise avviò subito un'azione legale per denunciare la trasmissione, gli autori e la giornalista, e sottolineò in un comunato come le macchinette validatrici fossero una procedura divenuta «decisamente obsoleta dopo che la legge ha imposto la trasmissione dati con la ricetta elettronica» ribadendo quanto fosse «pretestuoso da parte delle Iene indurre i telespettatori a credere che le farmacie molisane cerchino di contrastare i controlli sulle ricette dando spazio alle accuse di chi è meramente interessato a vendere tali macchinette validatrici, incurante del fatto che esse siano ormai un di più rispetto ad altri metodi di controllo, costose ed obsolete».

Simona Zazzetta

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