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Politica e Sanità

04 Dicembre 2015

Mnlf e Parafarmacie: le risposte a Federfarma punto per punto


Non si è fatta attendere la risposta del fronte pro-liberalizzazioni, Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e Federazione parafarmacie italiane (Fnpi), ai commenti sull'audizione in Senato di Mnlf sul Ddl concorrenza, di Federfarma che ha contestato i dati presentati in Commissione. Secondo Mnlf, durante l'audizione le argomentazioni contrarie alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C «sono state una per una smontate» per arrivare alla conclusione che non ci sarebbero «nessuna differenza sulla sicurezza dei cittadini e garanzia per la tutela della salute, nessuna differenza sui controlli, nessun aumento potenziale dei consumi con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C». Secondo Davide Gullotta presidente Fnpi quando si parla di liberalizzazioni, Federfarma «snocciola dati falsati e tesi contraddittorie unicamente nell'intento di lasciare inalterato il sistema a proprio esclusivo vantaggio» per creare «pressioni per condizionare le decisioni politiche a favore dei propri personali interessi».
Ma a entrare nel merito dei dati contestati, è Mnlf che risponde su tre temi specifici. «Viene contestato il dato fornito dal Mnlf di 1,8 miliardi di euro di risparmio generato in 7 anni di liberalizzazioni, questo perché secondo Federfarma non può essere messo insieme farmaco ed extrafarmaco. Tuttavia, nel documento consegnato in Senato questo dato è segmentato ed è del tutto ovvio che quando c'è concorrenza essa non si esplica soltanto nel comparto investito dal provvedimento, ma si "riverbera" su tutti i prodotti del settore, limitando i rialzi ed innescando processi positivi di competitività. Piaccia o no i risparmi ci sono stati ed hanno toccato anche articoli diversi dal farmaco, risparmio che, lo spieghiamo a Federfarma, non significa solo diminuzione dei prezzi, ma anche mancati aumenti». Il secondo punto riguarda «il dato fornito da Mnlf relativo all'aumento del prezzo dei farmaci d'automedicazione sino al 2011 di 90 centesime ogni 10 euro di spesa. Federfarma, modificando l'orizzonte di riferimento (non più l'Aifa) fa riferimento ai dati di Assosalute, la quale nei suoi report annuali deve ovviamente considerare tutti i farmaci d'automedicazione anche quelli che hanno mercato irrisorio. Il nostro metodo di calcolo riguarda i prodotti che maggiormente vengono acquistati dai cittadini. Lo stesso metodo utilizzato dalle Associazioni dei consumatori per monitorare i prezzi. Ebbene, lo confermiamo i prezzi dei farmaci sono aumentati in media dalla Liberalizzazione al 2011, prima quindi del delistining operato dall'Aifa, solo dello 0,9%». Infine, scrivono, «viene contestato il numero delle parafarmacie e quindi i dati riportati dal Ministero della Salute. Nel nostro calcolo sono stati presi in considerazione solamente i codici di tracciabilità ancora attivi». Mnlf conclude sottolineando che non sono stati contestati altri punti dell'audizione «come per esempio il numero di farmacie a rischio chiusura, una volta sono 6.000, un'altra oltre 4.000. Peccato che le farmacie con più di due parametri d'insofferenza siano appena 279 in Italia».

Simona Zazzetta

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