Politica e Sanità
18 Dicembre 2015Se l'obiettivo della legge Monti che ha istituito il concorso straordinario era di dare la possibilità al maggior numero possibile di farmacisti non titolari e rurali sussidiati di acquisire una sede nuova o prenderne una presumibilmente migliore, l'Emilia Romagna, che ha deliberato che, per le forme associate, la titolarità della farmacia debba essere riconosciuta ai singoli farmacisti, quindi alle persone fisiche, e non alla società, è in linea con questo dettato. A dirlo Carlo Ranaudo, docente dell'Università Federico II di Napoli, all'indomani del dibattito che si è sollevato sulla deliberazione dell'Emilia Romagna che ha fatto propria la tesi del Ministero della Salute (nota del 26 novembre 2012): «Nel caso di concorso di più professionisti in gruppo» si legge «l'autorizzazione eventualmente vinta verrà rilasciata unica pro indiviso, e ad essa verrà applicata la regola che è strettamente personale e non può essere ceduta o trasferita ad altri. È vietato il cumulo di due o più autorizzazioni in una sola persona, per ciò intendendosi anche la persona fisica formata in modo plurimo cioè in gruppo, e che quindi ciascuno dei singoli partecipanti non potrà cedere o trasferire ad altri la propria quota di autorizzazione, né potrà essere titolare pro quota o per intero di altre autorizzazioni, a pena di decadenza dell'intera autorizzazione nei confronti anche di tutti gli altri componenti il gruppo, e ciò per dieci anni», anche in regioni diverse. «Un concorso per soli titoli» è la posizione di Ranaudo «rende quasi inevitabile che una associazione che vince in una regione possa vincere anche in un'altra e le graduatorie finora pubblicate avvalorano questa tesi. Ora, se ogni associazione diventasse titolare di due sedi, anche se in regioni diverse, la platea dei nuovi titolari si abbasserebbe drasticamente, andando in contrasto con la logica sottesa alla legge Monti. Ciò, senza voler entrare nella opportunità e sostenibilità di gestione di due sedi in regioni diverse, che appartiene alle scelte dei singoli. Si aprirà una nuova pagina di ricorsi? Possibile. Ma attenzione: oggi la vera emergenza è aprire le farmacie e dare lavoro al maggior numero possibile di colleghi che stanno aspettando da troppo tempo. La procedura concorsuale doveva chiudersi nella primavera 2013». Diverso il parere che si evince da una pubblicazione sul sito Sediva News di ieri, a firma di Gustavo Bacigalupo, dello Studio Associato Bacigalupo-Lucidi: «Per quanto ci riguarda, era infondata la tesi ministeriale, esattamente come è infondata quella della regione emiliana. A questo punto è chiaro che i vincitori emiliani - che possono essere comprensibilmente preoccupati dall'idea di doversi sobbarcare un'iniziativa giurisdizionale - rifletteranno a lungo prima di accettare la sede che verrà loro assegnata, laddove naturalmente la stessa compagine o taluno dei suoi componenti abbia partecipato con successo ad un altro concorso e ritenga di preferire la sede conseguita in quest'ultimo; ovvero, prenderà il toro per le corna contrastando la deliberazione della Emilia Romagna sottoponendola sin d'ora all'esame del Tar, riservandosi evidentemente di estendere in prosieguo il giudizio anche ai provvedimenti comunali adottati in conformità alla posizione regionale. Siamo solo all'inizio delle ostilità che prima o poi dovevano essere aperte, e forse è un bene che una deliberazione del genere abbia visto presto la luce perché si accelereranno i tempi di definizione di questa vicenda». Al momento infatti «Liguria e Piemonte, ma forse anche Toscana e Puglia, non hanno preso almeno sinora una specifica posizione in tal senso ma neppure in quello contrario (anche se in Piemonte i comuni stanno rilasciando la titolarità della farmacia a nome e favore della società formata tra vincitori in forma associata, e non a ciascuno di loro e/o a tutti congiuntamente)». Per quanto riguarda le tappe del concorso in Emilia Romagna, come si legge sul sito della regione, l'interpello «inizierà domenica 10 gennaio alle ore 18 e terminerà venerdì 15 sempre alle 18. Sono 183 al momento le sedi interessate (rispetto al numero precedente, 184, una sede è stata per ora sospesa)», ma con la «riserva di inserirla nuovamente tra le sedi da assegnare negli interpelli successivi sulla base dei futuri provvedimenti giurisdizionali relativi alla stessa farmacia».
Francesca Giani
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