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Politica e Sanità

19 Gennaio 2016

Abusivismo professionale: emendamento a ddl Concorrenza per lo sprint finale


Sembra ormai ufficiale che il disegno di legge sull'abusivismo professionale, presentato circa due anni fa dal senatore Giuseppe Marinello di Area popolare ma ben presto arenatosi a Palazzo, entrerà nel ddl Concorrenza sotto forma di emendamenti. Una eventualità che era stata proposta, in una recente audizione in commissione Industria al Senato, dall'Associazione dentisti italiani proprio per sbloccare il farraginoso iter del provvedimento a firma Marinello. Le nuove disposizioni, che dovrebbero essere tradotte nell'articolo 47-bis, recepiscono i principali contenuti della precedente versione per il contrasto all'utilizzo abusivo della professione. Fulcro, tanto della proposta di Marinello che dell'Associazione dentisti, è la revisione in senso più restrittivo dell'articolo 348 del codice penale, che stabilisce che chiunque eserciti abusivamente una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da 103 euro a 516. L'abusività sta nell'esercitare la professione in mancanza dei requisiti richiesti dalla legge, ad esempio senza aver conseguito il titolo di studio o aver superato l'esame di Stato per ottenere l'abilitazione o essere iscritti all'albo. Nel caso della farmacia, il caso più ricorrente è quello dei cosiddetti "camici blu", cioè del personale non laureato in Farmacia che però sta comunque dietro al bancone e dispensa farmaci. Se le nuove norme, vestite da emendamenti al ddl Concorrenza, venissero accolte, sarebbe prevista sia una pena detentiva fino a due anni di reclusione, sia una multa il cui limite massimo sarà di 50 mila euro. Per ciò che attiene alle lesioni personali, invece, commesse durante l'esercizio abusivo della professione la pena andrà da i 6 mesi ai 2 anni per le lesioni gravi, mentre per quelle gravissime arriverà fino a 4 anni. Viene prevista anche la reclusione da 3 a 10 anni, nel caso di omicidio colposo commesso durante l'esercizio abusivo della professione. Il senatore Marinello aveva più volte ribadito che la risposta al fenomeno globalmente considerato potrà arrivare nel lungo periodo anche da scelte politiche di ampio respiro che «calibrino i numeri di aspiranti sanitari nei corsi di laurea breve al fabbisogno di nuovi operatori».

Rossella Gemma

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