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Politica e Sanità

23 Gennaio 2016

Calabria, mancati rimborsi Asl. Misasi: sciopero farmacie, così sistema non sostenibile


«Uno sciopero di mezza giornata a livello provinciale è cosa simbolica, vogliamo attirare l'attenzione delle autorità pubbliche su un dato di fatto: se le farmacie non vengono pagate poi diventa difficile per loro sostenere gli approvvigionamenti di farmaci e i pazienti soffrono». Il ragionamento di Alfonso Misasi segretario Federfarma e presidente cosentino dell'associazione spiega perché martedì 2 febbraio ci sarà una serrata, al mattino, delle farmacie private della provincia di Cosenza. L'Azienda sanitaria non le paga da quattro mesi, in pratica l'ultimo mese onorato è stato agosto 2015. Nel resto della regione va un po' meglio ma non molto. A Catanzaro si è pagato fino a settembre, nelle altre Asp la media di ritardo è due mesi, mentre a Vibo Valentia è "accorrentato" anche il pagamento dell'ultimo mese. «In ogni caso -dice Misasi- stiamo attendendo risposte dalla Regione, che fin qui non ci sono state. Interrompere le forniture vorrebbe dire che il paziente deve pagare e poi chiedere il rimborso all'Asp e a mia memoria non è mai successo che l'Asp rimborsasse. Speriamo non ci si arrivi».

Alla vicenda fanno da sfondo il deficit che costringe la Regione - sottoposta a piano di rientro e commissariata nella gestione sanitaria - a risparmiare e contingentare i farmaci agli utenti e a vietare l'uso dei ricettari (da questo mese) nel privato convenzionato. E concorre lo stallo nelle trattative con i medici di medicina generale per l'adozione della ricetta elettronica informatizzata. «Sulla de materializzazione delle ricette, come farmacie, abbiamo presentato un modello che abbiamo illustrato all'Assessore in due riunioni, ma persiste una situazione di stallo con i medici di medicina generale. In pratica -dice Misasi - per ora rimane il ricettario cartaceo». A parziale giustificazione della Regione si potrebbe dire che sono appena state rinnovate le cariche dei direttori generali e che i "guasti", spiegano a Cosenza, risalgono alla gestione del commissario Asp uscente. «Ma occorre a maggior ragione sensibilizzare le autorità - sottolinea Misasi - poiché per quanto sappiamo noi il problema dei ritardi nei pagamenti non è di mancata disponibilità ma di incapacità nell'affrontare ostacoli burocratici creati da una gestione commissariale protratta. Del resto, ricordo, in questa regione da una decina d'anni l'assessorato è commissariato, e la gestione centralizzata paradossalmente potrebbe aver contribuito alla perdita di dinamiche d'efficienza legate ai meccanismi in atto nelle gestioni "ordinarie"».

Mauro Miserendino

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