Politica e Sanità
26 Gennaio 2016«Il parere della XII Commissione Igiene e Sanità sul Ddl concorrenza e in particolare sul "fascicolo" farmaci e farmacie, non ci sorprende» così in una nota il Movimento nazionale liberi farmacisti risponde al Presidente della Commissione Igiene e Sanità Emilia Grazia De Biasi, che ieri su Farmacista 33 ha ribadito il suo fermo no alla vendita dei farmaci di fascia C on ricetta fuori dalla farmacia. «Quello che sorprende» continua la nota «è il tono usato dal presidente De Biasi per difendere le posizioni assunte». La nota Mnlf fa riferimento in particolare all'accusa rivolta dal presidente della XII Commissione di avere i paraocchi perché «non si rendono conto che, qualora le società dei capitali entrassero in farmacia in maniera incontrollata e la fascia C uscisse dal canale farmacia, le parafarmacie sarebbero le prime a scomparire, mentre gli unici a guadagnarne sarebbe la grande distribuzione».
Ma la De Biasi, secondo i liberi farmacisti «non rammenta che l'entrata dei capitali in farmacia è stata sostenuta e voluta fortemente proprio dal sindacato dei titolari di farmacia. Solo ora, dopo la manifestazione di dissenso interno si stanno proponendo paletti che comunque non cancellano la sostanza. Per quanto riguarda la fascia C si ricorda alla De Biasi che il mercato investito dall'eventuale liberalizzazione ha dimensione ridotte e la perdita media per le farmacie sarebbe molto contenuta (45/55 euro/die) e tale da non pregiudicare l'attività di nessuno. Inoltre, le garanzie per i cittadini sarebbero le stesse fornite da quel professionista laureato ed abilitato che opera in farmacia». De Biasi, continua la nota «deve avere maggiore rispetto per chi ha scelto la via del libero esercizio della professione, lo stesso rispetto che si dà ai medici a cui questa scelta non è negata da una legislazione, quelle attualmente in vigore per le farmacie, monopolista ed autoreferenziale. Certo, la farmacia svolge un ruolo importante per lo Stato, ruolo che nessuno mette in discussione, ma libertà deve esserci là dove i farmaci sono pagati direttamente dai cittadini. Vorremmo ricordare con estremo rispetto alla De Biasi» conclude la nota «che nel 2013, data delle ultime elezioni, il partito a cui appartiene si presentò con un programma dal titolo "Italia giusta" ove al capitolo libertà si leggeva: «Noi vogliamo liberare le energie della creatività e del merito individuale contro le chiusure corporative e familistiche della società italiana. A volte non è sbagliato ricordare su quali basi gli elettori hanno dato la propria preferenza».
Marco Malagutti
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