Politica e Sanità
03 Febbraio 2016È opportuno un trattamento antivirale ai pazienti gravi e ad alto rischio che si sospettano colpiti dall'influenza, ancora prima di effettuare i test confermativi: lo raccomandano sia i Cdc americani che l'Ecdc europeo, i centri che sulle due sponde dell'Atlantico si occupano di prevenzione e controllo. Il motivo lo spiega Aurelio Sessa, presidente della Simg Lombardia, che inizia con un inquadramento riguardo alla attuale diffusione dell'influenza stagionale: «nelle due ultime settimane c'è stato un incremento dei casi e siamo un po' in ritardo rispetto agli anni scorsi, quando il picco di solito si presentava in questo periodo; quest'anno probabilmente slitterà di circa un mese, mentre l'ultimo bollettino parla di 3,5 casi per mille». Ma il bollettino segnala anche un dato più preoccupante, che è all'origine delle raccomandazioni americane ed europee: «in oltre il 60% dei casi di influenza positivi ai test, si tratta di influenza pandemica del 2009, la A(H1N1)pdm09, che è correlata con un aumento abbastanza significativo di casi gravi con distress respiratorio; anche se il 50% dei ricoveri segnalati finora riguarda, in Europa, alcuni Paesi dell'Est, come Armenia, Georgia e Ucraina».
Ma il timore si estende alle persone vaccinate? «Tra i ceppi contenuti nel vaccino c'è anche l'A(H1N1) pandemico che, nella classica formulazione trivalente si associa all'A(H3N2) e a un sierotipo per il tipo B, mentre nel quadrivalente usato in alcune nazioni i ceppi B sono due. Sappiamo però che la copertura non è del 100%, dunque si consiglia l'antivirale, anche prima di aver fatto il test, ma solo nei casi gravi, come del resto è raccomandato nelle linee guida internazionali che hanno ridimensionato l'impiego di questi farmaci nei pazienti adulti sani che non hanno complicanze». Dunque l'applicazione degli antivirali va riservata a due categorie di pazienti: «quelli che presentano una sintomatologia particolarmente grave con difficoltà respiratorie e chi soffre di patologie croniche concomitanti».
Renato Torlaschi
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