Tumori, test rapido sulla saliva. Giua: in farmacia? Aspettiamo validazione
Un test non invasivo, poco costoso e rapido che in soli 10 minuti può accertare la presenza di un tumore da una sola goccia di saliva, così semplice che si può eseguire in farmacia o dal dentista. È quanto promette un prototipo del test presentato al convegno dell'Associazione americana per l'avanzamento delle scienze dagli oncologi della Università of California, di Los Angeles che si inserisce nel filone di ricerca delle biopsie liquide. Una prospettiva, quella di uno screening precoce e non invasivo di patologie ad elevato impatto sociale come le neoplasie, che «rappresenterebbe senz'altro uno scenario rivoluzionario nel contesto sanitario» commenta a Farmacista33 Corrado Giua, presidente Società Italiana Farmacia Clinica «tuttavia, nonostante la sensazionalità della notizia, è bene non farsi travolgere dall'entusiasmo collettivo ma attendere l'eventuale validazione scientifica del test da parte delle Agenzie regolatorie». Secondo i ricercatori americani il test dà una accuratezza del 100% ed è stato testato sul tumore ai polmoni e quest'anno dovrebbe entrare in piena sperimentazione clinica sui pazienti con questa malattia in Cina. A loro avviso andrebbe usato insieme ad altri strumenti diagnostici, ma potrebbe essere la chiave per la diagnosi precoce di alcuni tumori, come quello del pancreas, per cui attualmente non esistono screening precoci efficaci. Nella prospettiva di una diagnostica sempre più precoce, secondo Giua «è corretto sostenere la direttrice dell'implementazione di questi servizi sanitari all'interno di presidi familiari e capillarizzati come le Farmacie ma è altrettanto importante pensare che campagne di analisi precoce di tale rilievo non possono prescindere da una regia di coordinamento e formazione delle Autorità sanitarie». E conclude: «Un ulteriore aspetto da tener in considerazione per un efficace contesto di intervento del farmacista, è il necessario sostegno e riconoscimento di tale adesione da parte della classe medica. Non sarebbe infatti possibile contemplare una vincente campagna di screening, come quella tumorale, senza definire prima ruoli e contesti di azione di tutti gli attori coinvolti nella lotta per la salute».
Simona Zazzetta
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