Specializzazioni, Sifo: Borse di studio anche per i farmacisti
La questione dell'equiparazione contrattuale degli specializzandi di area sanitaria, tra cui i farmacisti, a quella dei laureati in medicina, è un argomento che sta occupando un posto centrale nella cronaca di quest'ultimo periodo. Sul tema si è espressa anche Sifo (Società dei farmacisti delle aziende ospedaliere e dei servizi territoriali) che chiede a gran voce al Governo di riconoscere che anche i farmacisti - esattamente come i medici - hanno diritto a un contratto di formazione o a una borsa di studio durante i quattro anni impiegati per portare a termine la specializzazione. Una richiesta, per altro, che viene portata avanti da lungo corso dalla società dei farmacisti ospedalieri e che torna ora sotto i riflettori dopo che del tema, di recente, si è discusso al Senato. La commissione Sanità di Palazzo Madama, infatti, ha approvato da poco un ordine del giorno presentato dal senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri per chiedere al Governo di riconoscere il diritto alle borse di studio - oltre che ai medici - anche ai farmacisti e agli altri laureati che frequentano le scuole di specializzazione di area sanitaria non medica. Al Governo si chiede sostanzialmente di prevedere un contratto di formazione come quello previsto per i medici anche agli altri specializzandi di area sanitaria, tra cui appunto i farmacisti. «Ci aspettiamo che il Governo una volta per tutte sani questa disparità gravissima» sottolinea Laura Fabrizio, presidente Sifo. «La situazione è di un'ingiustizia sociale enorme e a livello europeo è una assoluta eccezione. I farmacisti rappresentano una risorsa per il Servizio sanitario nazionale, garantendo risparmio, appropriatezza e sicurezza per i pazienti, ma su di noi non c'è nessun investimento per il futuro della professione» aggiunge Fabrizio. Per i farmacisti il periodo della specializzazione è lungo e intenso: proprio come ai medici, è richiesto un impegno quotidiano a tempo pieno, che esclude la possibilità di svolgere contemporaneamente un lavoro per potersi pagare la scuola. E i farmacisti devono pagare anche il premio assicurativo per la copertura dei rischi professionali oltre alle tasse di iscrizione alla scuola di specializzazione: due 'balzelli' da cui i medici, assegnatari di un contratto di formazione specialistica che copre tutto il periodo della specializzazione, sono esenti. «Se mancano i contratti di specializzazione le Università continueranno a non indire i bandi, e tutto resterà bloccato, sospendendo così nel prossimo futuro il fisiologico turnover calcolato in circa 150 farmacisti per anno» mettendo, di conseguenza, «in serio pericolo la presenza attiva della categoria professionale negli ospedali e nei distretti, a garanzia della qualità delle cure, per le proprie competenze» spiega il presidente Sifo.
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