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Politica e Sanità

19 Febbraio 2016

Farmacie Emilia-Romagna: sito web, insegne luminose e distribuzione nella nuova legge regionale


Distribuzione dei medicinali nella fascia notturna, anche attraverso chiamata telefonica, con risposta immediata e consegna dei farmaci entro 30 minuti; obbligo di installazione della croce verde luminosa, con il vincolo, nelle aree extraurbane, di tenerla accesa nelle ore notturne; istituzione di un portale web che fornisca informazioni ai cittadini sul servizio farmaceutico, in particolare su turni e ferie, sia in formato testuale che in modalità geo referenziata; chiusura per ferie delle farmacie stabilita in minimo tre giorni e non più di una settimana; uniformazione dei flussi di presenza nelle località turistiche; coinvolgimento dell'Ordine provinciale dei farmacisti nella stesura di turni e decentramenti. Queste le principali modifiche del progetto di legge d'iniziativa della Giunta "Norme regionali in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici", recentemente approvate in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli. Il progetto di legge è ora atteso in Aula per l'esame finale.

Sono state invece bocciati numerosi emendamenti, alcuni dei quali avevano già fatto discutere nel corso di precedenti incontri: ad esempio, le richiesta di comparazione dei tempi di apertura delle farmacie private a quelle comunali, o le modifiche proposte sulle attività non sanitarie e sui prodotti in vendita nelle farmacie che non hanno rilevanza sanitaria.

Con la nuova legge, come hanno riferito Paruolo e Cardinali (Pd), "la Regione determinerà le modalità per sostenere le farmacie rurali, con contributi il cui importo verrà stabilito nell'ambito delle disponibilità annualmente autorizzate con la legge di bilancio".

Ha suscitato polemiche l'approvazione dell'"emendamento Venturi", firmato dall'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, sull'organizzazione del Servizio sanitario regionale. Tale modifica sarebbe mirata a "consentire una più efficiente gestione delle liste di attesa da parte delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario regionale". In base a tale modifica, "l'assistito che ha prenotato una prestazione specialistica ambulatoriale e non possa o non intenda presentarsi nel giorno e nell'ora fissati è tenuto a disdire la prenotazione almeno due giorni lavorativi prima della data fissata. Senza disdetta o giustificazione è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pari alla quota ordinaria di partecipazione al costo (ticket) per la prestazione prenotata e non usufruita, prevista per gli assistiti appartenenti alla fascia di reddito più bassa". A sollevare discussioni non è stata tanto la proposta in quanto tale, quanto più l'appropriatezza di un emendamento di questo tipo all'interno di una legge sulla regolamentazione delle farmacie. Alan Fabbri (Ln) ha proposto di cambiare il titolo alla legge, "onde evitare che ci possano essere strumentalizzazioni".

Per Tommaso Foti (Fdi-An) "l'articolo non c'entra con la materia" del progetto di legge. "Non mi interessa - ha aggiunto- partecipare al voto di una cosa illegittima, presenterò mille emendamenti in Aula". E mentre in sede di Commissione viene dunque approvato un emendamento che mira a far pagare il ticket al cittadino che non provvede a disdire la prestazione prenotata con 48 ore di anticipo in caso non ne voglia/possa più usufruire, nella stessa sede viene respinta la richiesta di Raffaella Sensoli, Giulia Gibertoni e Gian Luca Sassi (M5s) di risarcimento economico, da parte delle Ausl, per gli utenti che non ottengono le prestazioni sanitarie in tempi congrui.

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