Politica e Sanità
02 Marzo 2016«Noi non abbiamo avuto alcuna segnalazione di anomalie. A questo punto non ci resta che attendere che la magistratura faccia il suo corso e che lo faccia possibilmente in tempi brevi in modo da poter intervenire laddove necessario». Così il presidente di Federfarma Annarosa Racca commenta la notizia dei capitali di provenienza malavitosa coi quali sarebbe stata acquistata una farmacia milanese all'interno della quale lavorano figli laureati di grosse famiglie mafiose.
«Il mondo della farmacia è un mondo pulito» ribadisce Racca che non è preoccupata per le aperture al capitale che sono prospettate dall'imminente Ddl concorrenza. «Il testo attualmente in discussione» rassicura il presidente di Federfarma «prevede regole di trasparenza che dovrebbero tutelare a sufficienza». Preoccupato dal canto suo Andrea Mandelli, presidente di Fofi che sottolinea come la vigilanza da parte dell'Ordine ci sia ma non sia possibile a 360°. «Premesso che nessun comparto può ritenersi escluso da infiltrazioni di capitali non lecite» esordisce Mandelli «ogni cittadino ha diritto di iscriversi all'albo presentando un'autocertificazione. La legge impone controlli a campione. Io invito i presidenti di Ordine a fare verifiche a tappeto ma è inevitabile che qualcosa possa sfuggire e di questo si occupa la magistratura». L'attenzione adesso però si impone, spiega il presidente Fofi, in particolare nell'imminenza dell'approvazione del Ddl concorrenza. «L'apertura alle società di capitale e il rischio tangibile che le farmacie non siano più gestite solo dai farmacisti rappresenta una minaccia consistente. Non per nulla» continua Mandelli «come Fofi abbiamo agitato in tempi non sospetti questo rischio e non certo per lobbismo».
Una preoccupazione condivisa da Davide Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane che sottolinea come «la farmacia garantisce reddito e rispettabilità sociale» e per questo è realistico che la criminalità organizzata miri a investire in questa direzione». A questo punto il Governo, secondo Gullotta, dovrebbe invertire «la rotta del Ddl concorrenza valorizzando il farmacista come doveva essere dalle indicazioni dell'Antitrust. L'ingresso dei privati nella proprietà delle farmacie, infatti, non può che favorire potenzialmente fenomeni di infiltrazioni mafiose».
Marco Malagutti
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