Infiltrazioni criminali in farmacia, Cantone (Anac): non mi meraviglia
Non meraviglia che nel settore delle farmacie ci siano infiltrazioni criminali ma va fatta una riflessione e non si tratta di un tema di liberalizzazione ma è una questione di controllo. A dirlo è Raffaele Cantone presidente dell'Autorità Anticorruzione nel corso dell'audizione in commissione Igiene e Sanità sull'"Indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità". Cantone ha ricordato che in base alla sua pregressa attività di magistrato «da sempre nel meridione questo fenomeno si è verificato, soprattutto nei periodi d'oro delle farmacie. Questo è tema è di grande rilevanza e va fatta una riflessione. Non credo però che si tratta di un tema di liberalizzazione ma è una questione di controllo». Dichiarazioni condivise durante l'audizione, dal sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR), componente commissione Sanità Senato che in una nota ribadisce come la «crociata anticorruzione e trasparenza passa da iniziativa legislativa ma anche da etica della responsabilità». Secondo il senatore «bisogna tenere in saggio equilibrio le volontà riformatrici nelle tre direttrici che investono le liberalizzazioni, i conflitti di interesse e le semplificazioni, con i delicati capitoli dell'anticorruzione e della trasparenza, non vi è dubbio che il percorso da fare non può passare solo dai sentieri della produzione legislativa - spesso contorta e farraginosa - ma da una vera e propria crociata che interroghi le coscienze di ciascuno e soprattutto degli amministratori negli atti pubblici, all'insegna dell' etica della responsabilità». Il rischio, dice d'Ambrosio Lettieri, «è che i processi di liberalizzazione tout court rendano il sistema una rete a maglie larghe. In questo senso ho particolarmente apprezzato le dichiarazioni del presidente dell'Anac, Raffaele Cantone che non solo sottopone il piano anticorruzione alla proficua alleanza con l'Aifa, ma anche ad una costante revisione dei contenuti per evitare che i precetti della legge Severino vengano interpretati come semplici adempimenti burocratici, ma rientrino in sistemi di autodisciplina, di buone prassi e di una piena consapevolezza di quanto ognuno debba prendere responsabilmente in considerazione le conseguenze che scaturiscono dalle proprie scelte». Condivise anche «le preoccupazioni espresse da Cantone sulla necessità di intensificare le attività di controllo con particolare riferimento ad un versante che oggi più che mai sembra rappresentare una nuova frontiera del business del malaffare, come l'ingresso di capitali sporchi nelle società di farmacie».
Simona Zazzetta
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