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Politica e Sanità

12 Maggio 2016

Dl Scuola-Ricerca, Fofi: approvazione gravissima, si fa un balzo indietro di 16 anni


L'approvazione al Senato, con il ricorso al voto di fiducia, del Dl Scuola-Ricerca nel testo emendato nella Commissione permanente VII, che di fatto cancella l'equiparazione tra gli specializzandi di area non medica e quelli di area medica in termini di trattamento economico è un atto «gravissimo». A denunciarlo è la Federazione degli ordini dei farmacisti che in una nota sottolinea: «È la riproposizione di una palese e ingiustificata discriminazione che vede penalizzate figure fondamentali nel processo di cura così come è andato strutturandosi oggi: tra gli altri, farmacisti, fisici e odontoiatri».

Secondo Fofi «si compie un balzo indietro di 16 anni, tornando a un dispositivo di legge che risale al 2000, e che tutti avevano dichiarato esplicitamente di voler riformare. Lo provano anche» si legge nella nota «ultimi in ordine di tempo, i due Ordini del giorno (G/2111/8/12 e G1324/6/12) accolti dal Governo, che impegnavano quest'ultimo dare attuazione all'equiparazione degli specializzandi, così come prevista dal DM n.68/2015, siglato dai ministeri di Istruzione, Economia e Salute. Un impegno che era stato anche richiamato in diverse interrogazioni parlamentari. Oggi siamo di fronte a un atto motivato da ragioni puramente contabili, reso ancor più incomprensibile in considerazione dell'istituzione di nuovi ordini delle professioni sanitarie previsto dal DdL Lorenzin. Se si ritiene importante una sempre maggiore professionalizzazione delle figure sanitarie che reggono la tutela della salute nel nostro paese, non si può prescindere dal garantire loro una formazione adeguata e un'organizzazione delle scuole di specializzazione tale da premiare il merito, e non la capacità dei singoli di sostenere l'onere economico del percorso formativo. È un punto irrinunciabile sul quale tutti le rappresentanze professionali devono insistere senza incertezze: ne va del futuro della nostra sanità e dell'assistenza ai cittadini. Ed è per questo che la nostra battaglia non si fermerà di fronte a questa inversione di rotta del Governo».

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