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Politica e Sanità

10 Giugno 2016

Farmaci oncologici, progetto farmacie Romagna e Istituto tumori per facilitare buon uso


L'Istituto tumori della Romagna (Irst) e le 120 farmacie di comunità della Romagna hanno strutturato una rete, sostenuta da una piattaforma informatica interattiva, in cui si svilupperanno progetti condivisi, da attuare sul territorio, con l'obiettivo di facilitare il buon uso dei farmaci da parte del paziente al domicilio, migliorando così anche l'efficacia delle terapie oncologiche. Il progetto, chiamato Progetto di rete in oncologia con le farmacie di comunità (Prof), è il primo esempio in Italia, si legge in una nota del Servizio sanitario regionale, che vede impegnati un centro specialistico oncologico e le farmacie di comunità, a costruire una rete territoriale pensata per potenziare gli interventi di gestione in sicurezza dei farmaci in oncologia attraverso la ricognizione (raccolta di informazioni complete e accurate su farmaci e altri prodotti - anche non convenzionali - assunti) e la riconciliazione farmacologica (confronto tra farmaci assunti dal paziente con quelli indicati per la cura in funzione di una decisione prescrittiva corretta e sicura).
La nota sottolinea che i pazienti oncologici assumono molti farmaci, «da quelli per patologie croniche contestuali ai trattamenti, a quelli finalizzati alla prevenzione e controllo degli effetti collaterali, oltre a quelli per la gestione di situazioni critiche che spesso si instaurano nella malattia avanzata (dolore, costipazione, astenia, infezioni del cavo orale, disturbi alimentari). Sintomi ed effetti che spesso inducono il paziente a fare ricorso ad altri farmaci e, a volte, anche a medicine non convenzionali come fitoterapici e integratori alimentari. Questi preparati non sono facilmente riferiti dai pazienti agli specialisti, mentre il loro impiego in sicurezza richiede professionisti preparati a fornire consigli appropriati al percorso terapeutico in atto. La loro corretta e dinamica rilevazione, insieme ai farmaci impiegati a domicilio, prima dei nuovi percorsi terapeutici, e la valutazione della loro compatibilità con i farmaci oncologici, è indispensabile per una corretta ed efficace ricognizione e riconciliazione farmacologica in oncologia».

Il progetto Prof, nato dalla collaborazione tra Irst Irccs, Federfarma, Promofarma e Assofarm, è stato avviato con un corso finalizzato all'accreditamento e alla formazione dei farmacisti di comunitàpatrocinato, tra gli altri,da Regione Emilia-Romagna, Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi), Farmindustria e Ausl Romagna. Il corso sarà ripetuto il prossimo 16 giugno presso l'Istituto dei tumori «si prefigge di avvicinare i Farmacisti di Comunità alla specificità dei farmaci oncologici e del processo assistenziale del paziente oncologico per contribuire al miglioramento della gestione domiciliare, rafforzando le capacità di autogestione dei farmaci da parte dei pazienti migliorando così anche l'aderenza terapeutica».
Accanto a corsi, l'Istituto ha adottato una strategia basata su un incrocio di liste di farmaci condivisa tra paziente e vari professionisti. In particolare sarà distribuita al paziente una lista dei "Farmaci a domicilio" e una con i "Farmaci alla dimissione" che formeranno la panoramica contenente l'esito della riconciliazione, l'annotazione dei farmaci oncologici somministrati durante il percorso terapeutico o da assumere a domicilio, i farmaci prescritti dallo specialista all'atto dell'uscita dall'accesso in Day Hospital o ambulatorio. La lista "Farmaci alla dimissione" viene consegnata al paziente affinché la sottoponga agli operatori sanitari (medico di medicina generale, farmacisti, infermieri, altri specialisti) per valutare eventuali incompatibilità in fase di prescrizione di altri farmaci e dare consigli in caso di auto prescrizione. Questo processo bi-direzionale è oggetto anche della piattaforma informatica che Irst, Federfarma e Promofarma si accingono a realizzare.

Simona Zazzetta

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