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Politica e Sanità

01 Luglio 2016

Spesa convenzionata in calo nel primo trimestre. Meno ricette di minor valore medio


Nei primi tre mesi del 2016 la spesa farmaceutica convenzionata netta Ssn registra un calo del -6,1% con un numero di ricette diminuito del 3,8% di valore medio netto sempre più contenuto (-2,4%, lordo: -1,8%). A dirlo sono i dati di spesa gennaio-marzo 2016 regolarmente forniti da Federfarma dai cui apprende che «il calo, in termini di spesa e di numero delle ricette, è particolarmente rilevante nel mese di gennaio 2016: spesa netta -11%, ricette -9,3% rispetto a gennaio 2015».

E spiega che ciò «è dovuto essenzialmente a un più basso livello di morbilità di gennaio 2016 rispetto allo stesso mese del 2015, come dimostra il fatto che le categorie di medicinali ad aver fatto registrare la maggiore riduzione sono gli antimicrobici (-7,4% confezioni; -25,6% spesa lorda) e i farmaci per il sistema respiratorio (-19,1% confezioni; -15,6% spesa lorda), tipicamente utilizzati nella stagione invernale, all'inizio di quest'anno particolarmente mite». Ma aggiunge che ha inciso «in parte la revisione del prontuario, operata dall'Aifa e in vigore da ottobre 2015, che ha comportato la riduzione di prezzo di numerosi farmaci». I numeri assoluti dicono che nel primo trimestre «le ricette sono state oltre 151 milioni, pari in media a 2,49 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 287 milioni (-3,3% rispetto allo stesso periodo del 2015)» vale a direi che ogni cittadino italiano «ha ritirato in farmacia in media 4,7 confezioni di medicinali a carico del Ssn». Nel documento, Federfarma sottolinea come le farmacie continuino a dare un contributo «rilevante» al contenimento della spesa con «la diffusione degli equivalenti, la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn e con lo sconto per fasce di prezzo», che ha prodotto nel periodo analizzato, «un risparmio di oltre 125 milioni di euro, ai quali vanno sommati 17 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali». E aggiunge:
«A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell'1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%, che ha comportato, un onere quantificabile in oltre 48 milioni di euro, nel periodo considerato». Complessivamente, conclude il sindacato, «il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel primo trimestre del 2016, è stato di oltre 190 milioni di euro». Diverso l'andamento dei ticket e delle quote di partecipazione a carico dei cittadini: l'incidenza sulla spesa lorda è cresciuta al 14,3% a marzo 2016, contro il 13,7 di marzo 2015 e nelle regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra il 12% e il 21,2%. I cittadini, sottolinea Federfarma «hanno pagato oltre 132 milioni di euro di ticket sui farmaci, di cui più del 66% (dato Aifa) dovuto alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso». (SZ)

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