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Politica e Sanità

19 Luglio 2016

Servizi in farmacia, firmato accordo da 6,5 mln in Piemonte. Mana: possibili novità su vaccini


Vaccini antinfluenzali distribuiti in farmacia? Questo uno dei servizi che, in un prossimo futuro, potrebbero offrire i presidi del Piemonte, dove è stato deliberato dalla Giunta regionale l'accordo con il quale la Regione si impegna a dare ai farmacisti sei milioni e mezzo di euro in 3 anni per l'erogazione di servizi al cittadino. «Già per il 2016 sono stati messi a budget 500 mila euro e poi 2 milioni all'anno per 3 anni fino al 2019 - spiega a Farmacista33 il presidente di Federfarma regionale Massimo Mana - i vaccini antinfluenzali potrebbero tornare in farmacia come distribuzione in modalità Dpc, senza oneri per la Regione come distribuzione, ma con l'impegno della farmacia ad aumentare la penetrazione dei vaccinati. Entro settembre ci incontreremo per discutere di questa e eventuali altre iniziative. Inoltre, dal 2017, partiranno anche progetti di aderenza, prevenzione e gestione dei pazienti fragili con assistenza anche a domicilio da parte della farmacia, in un protocollo che andremo a mettere in piedi da qui a fine anno».

In particolare, «la Regione, attraverso le Asl, individuerà un range di pazienti con alcune fragilità: polimorbosi, anziani, persone con disagi multipli - spiega a Farmacista33 Roberto Forte, presidente di Farmacie Comunali Torino S.p.a - Le farmacie potranno prenderli in carico e il paziente che vorrà usufruire del servizio potrà recarsi in farmacia e, a seconda della fragilità e del budget disponibile, verrà definito che tipo di intervento fare: a partire da controlli più light di pochi mesi per verificare l'aderenza terapeutica attraverso colloqui e formulari studiati ad hoc, a casi più impegnativi dove si prevede la presenza del farmacista presso l'abitazione del paziente per portargli i medicinali e magari fare la prenotazione degli esami Cup direttamente in loco. Si cercherà anche di mantenere una diffusione del servizio quanto più omogenea possibile, compatibilmente con le difficoltà del territorio».
Se da una parte si parla di remunerazione per un servizio svolto per il Ssn che dovrebbe «andare ad abbassare la spesa sanitaria attraverso un miglior monitoraggio dell'aderenza terapeutica» spiega Forte, dall'altra l'accordo prevede anche «un adeguamento dei margini della Dpc con l'introduzione di un tetto di 3 mila pezzi annui in cui c'è una riduzione del valore di rimborso - afferma Mana - alla farmacia che distribuisce più di 3 mila pezzi all'anno, per tutti i pezzi oltre i 3 mila verranno rimborsati 3.80 euro a scatola invece di 5.25 euro. In realtà il conteggio è mensile, quindi ogni mese alle farmacie che vendono più 250 pezzi, per tutti i pezzi oltre i 250 viene offerto un rimborso inferiore. Tuttavia, a fine anno si fa il conteggio totale e se non sono state superate le 3 mila scatole, anche a fronte di sforamenti mensili, viene conguagliato al farmacista ciò che non era stato rimborsato in precedenza. Inoltre, c'è una riduzione di 5 centesimo a pezzo per le farmacie rurali sussidiate sotto i 258 mila euro, e una diminuzione di 25 centesimi a pezzo per le altre farmacie».

Per quanto riguarda gli accordi sulla Dpc, la grande novità è anche «l'inserimento di tutti i prodotti in Pht nella Dpc - spiega Forte - i farmaci a Pht passano direttamente in distribuzione per conto attraverso le farmacie fatto salvo l'indicazione di una Commissione ad hoc che valuta caso per caso se ci siano alcuni farmaci che vadano distribuiti in via esclusiva attraverso le farmacie ospedaliere. Questa è una novità perché prima tutti questi farmaci passavano attraverso le ospedaliere: torna ad essere centrale il ruolo del farmacista territoriale che non è semplimente un venditore di cerotti e aspirine ma che fa parte di quello che dovrebbe essere un sistema sanitario che si deve integrare sempre più con il territorio». Infine, «è stato istituito un tavolo di concertazione per la gestione di tutte le problematiche relative alla distribuzione e per controllare che sia omogenea l'applicazione dell'accordo sul territorio», conclude Mana.

Attilia Burke

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