Politica e Sanità
27 Luglio 2016Trento virtuosa per l'utilizzo dei farmaci generici: il 40% dei cittadini che risiedono nella provincia li preferisce a quelli di marca, superando di oltre 13 punti la media italiana (26,6%). Merito forse dell'influenza tedesca? Considerando che in Germania in media una persona su 2 li sceglie, «potrebbe essere - afferma il presidente di Federfarma provinciale Paolo Betti parlando con Farmacista33 e commentando i dati apparsi su un quotidiano locale - la mentalità asburgica potrebbe fare la sua parte, in generale il farmacista trentino è molto attento a dare il consiglio giusto e a far risparmiare il cittadino, ma il merito va anche ai cittadini che hanno saputo cogliere l'importanza del messaggio, oltre che ai colleghi che lavorano in ambito sanitario, medici e Asl».
Tra le varie iniziative mirate a promuovere un utilizzo maggiormente consapevole dei farmaci c'è la formazione dei giovani: «Per anni abbiamo fatto informazione nelle scuole e in particolare nelle seconde medie, sull'uso corretto del farmaco, sui pericoli legati all'abuso di medicinali, spiegando cos'è un farmaco equivalente, quando si usa, perché si usa e così via. Abbiamo svelato alle nuove generazioni i "trucchi" della comunicazione per permettergli di non cadere nella pubblicità ingannevole. Abbiamo gestito spazi aperti di comunicazione durante i quali si poteva chiedere ogni curiosità agli esperti: dalle droghe agli anticoncezionali, e così via. Anche se non sono i dodicenni a compare i farmaci in farmacia, il fatto di essere la prima provincia in Italia per l'utilizzo dei generici ci dice che l'approccio utilizzato ha avuto comunque effetti positivi». In media, l'acquisto di un farmaco generico permette di risparmiare il 20% sul prezzo del farmaco di marca, ma la differenza può essere anche superiore: prendendo ad esempio i gastroprotettori, l'omeprazolo generico costa 1,95 euro in meno rispetto al corrispettivo di marca (5,63 vs. 7,58), oppure tra i sedativi, il lorazepam generico viene 4,35 euro contro i 9,60 euro dell'originale, per non parlare del sildenalfil che costa 65,95 euro in meno del Viagra.
In generale, la politica adottata in Trentino ha contribuito a rendere la spesa farmaceutica della provincia la più bassa in Italia, «eppure ci si cura anche in Trentino - commenta Betti - Tra l'altro la provincia autonoma fino a qualche anno fa si sobbarcava l'onere della differenza fra il farmaco brand originatore e quello generico, ma ora anche le province autonome cominciano a soffrire le cose sono cambiate e il cittadino deve pagare la differenza. D'altra parte il potere di acquisto è in costante diminuzione, per questo motivo si cerca di conciliare in maniera corretta l'uso adeguato del farmaco, se possibile equivalente che costa meno, senza chiedere la partecipazione del cittadino alla spesa. Già da maggio dell'anno scorso è stato necessario introdurre il ticket di un euro per ricetta per chi non è esente per patologia».
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