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Politica e Sanità

26 Settembre 2016

Ticket e nuovi Lea, è botta e risposta tra Lorenzin e Cgil


L'ipotesi di un aumento dei ticket è un falso allarme, «come ce ne sono tanti in Italia». Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, replica all'ipotesi, paventata dalla Cgil, di ticket per circa 60 milioni di euro che verranno introdotti insieme ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Un'ipotesi, sottolinea il ministro, di cui «non siamo riusciti a comprendere il senso». Tuttavia, ha precisato, «nei Lea ci saranno più di 800 milioni di nuove prestazioni sanitarie che sono oggi extra Lea, ovvero pagate per intero dai cittadini. Quindi è evidente che un aumento dei Lea comporta una compartecipazione, come avviene per tutte le altre prestazioni». Ma è proprio su questo ultimo punto che Stefano Cecconi, responsabile Politiche della Salute della Cgil, non si trova d'accordo. «Il ministro non fa altro che confermare che il decreto sui Lea produrrà quello che abbiamo segnalato. Il problema non sono i Lea, ma il meccanismo del ticket. Con il sistema che abbiamo, ogni variazione dei Lea comporta un aggravio di costi per i cittadini (come il passaggio di alcune prestazioni dall'ospedale all'ambulatorio)».

Per Cecconi, insomma, bisogna modificare il meccanismo. «Abbiamo chiesto, insieme a Cittadinanzattiva, di abolire intanto il super ticket che è quello che sta producendo i maggiori danni e che sta costringendo le persone a rinunciare alle cure, privilegiando purtroppo quelle in privato». Una media di circa 4 miliardi di euro l'anno. Tanto pesa sul bilancio delle famiglie italiane la spesa per i ticket sanitari (3 miliardi) e le visite fatte in extramoenia (1 miliardo), ovvero nell'ambito dell'attività libero-professionale dei medici negli ospedali. Una situazione già «pesante», che «si aggraverà soprattutto a carico delle fasce più deboli, a partire dagli anziani». Ma per Cecconi a creare maggiore preoccupazione, non è certo l'inserimento di nuove prestazioni all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza.

«È utile avere dei nuovi Lea - precisa il sindacalista - e persino spostare delle prestazioni dall'ospedale all'ambulatorio, ma finché non si modifica il sistema dei ticket i cittadini saranno costretti a rinunciare alle cure per l'impossibilità a pagare». La soluzione per l'esponente Cgil potrebbe arrivare da una moratoria e poi da una exit strategy che «eliminino così alla radice la causa per cui milioni di italiani rinunciano a curarsi». Intanto, domani martedì 27 settembre, alle ore 14, la Commissione Affari sociali della Camera, presso la Sala del Mappamondo, svolgerà l'audizione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sull'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza.


Rossella Gemma

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