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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

AIFA: più attenzione a studi su costo e beneficio


L''Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha intenzione di promuovere l''elaborazione di studi che approfondiscano il rapporto costo-beneficio dei medicinali, specialmente quelli innovativi e dunque più cari. Più indagini di farmacoeconomia, dunque, a favore della trasparenza delle decisioni sui prezzi e dell''accesso più veloce alla nuove cure. A parlarne è stato a Roma Luciano Caprino, farmacologo e componente del Comitato prezzi e rimborsi dell''Aifa, partecipando a un convegno sui farmaci innovativi organizzato dall''associazione Dossetti. "A partire dal 2009 verrà creata internamente all''Aifa una struttura che si dedicherà a questo tema, collegandosi ad altre Agenzie europee per scambiarsi dati e opinioni". "Il principale strumento di trasparenza adottato ormai nella maggior parte dei paesi europei - ha affermato Francesco Saverio Mennini, esperto del Ceis Sanità dell''università Tor Vergata di Roma - è la valutazione economica applicata ai farmaci. L''obiettivo degli studi farmacoeconomici non è confezionare delle decisioni, ma fornire al decisore dei giudizi di valore e dei criteri di valutazione in modo tale da rendere la decisione trasparente, semplice e metodologicamente solida". "In Italia - evidenzia Mennini - si registra ancora una situazione di grave ritardo rispetto alle altre nazioni, basti pensare che nonostante il nostro Paese sia il sesto mercato farmaceutico mondiale, l''incidenza di pubblicazioni relative ad analisi economiche è inferiore al 3% dell''intera produzione internazionale e solo il 36% dei dossier consegnati all''Aifa contiene una valutazione del genere. La disponibilità di studi di farmacoeconomia, invece - precisa - da un lato può ridurre i tempi per l''accessibilità del paziente, minimizzando i tempi dedicati a eventuali duplicazioni nei processi di valutazione a livello locale; dall''altro agevola l''efficienza nell''introduzione dell''innovazione nel loro specifico contesto sanitario". Non ultimo: "verrebbe garantito al paziente l''accesso in tempi più rapidi ai farmaci innovativi. L''Italia - spiega - ha fatto passi avanti soprattutto in oncologia grazie al Registro ad hoc istituito dall''Aifa, ma oggi in media passano sei mesi dall''approvazione europea di un medicinale innovativo contro il cancro a quella italiana. Il problema è poi il passaggio alle Regioni, che avendo sistemi diversi di finanziamento, creano disparità fra cittadini di parti differenti del Paese".

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