Politica e Sanità
29 Settembre 2016Con l'accordo governo sindacati dell'altro ieri dal 2017, sempre che non ci si mettano i vincoli di stabilità europei a bloccare il pacchetto pensioni varato dalla gestione Renzi, diventerà possibile ricongiungere spezzoni di periodi lavorati anche nella gestione separata Inps. E, a quanto pare, sarà fattibile a titolo non oneroso, anche se l'impatto su Inps è tutto da verificare.
Fronte Enpaf - La ricongiunzione vale non solo per gli spezzoni di periodi lavorati in ambito Inps, ma per tutti gli ambiti previdenziali. Si possono ricongiungere cioè, a titolo oneroso (cioè versando l'importo necessario a coprire il supplemento di pensione determinato dal trasferimento di contribuzione da altra gestione previdenziale), i contributi versati all'Inps a quelli versati alle casse privatizzate come Enpam ed Enpaf. In Enpaf, la procedura di ricongiunzione è attivabile sia da chi ha versato in misura ridotta, e consente la reintegrazione a quota intera e l'aumento dei corrispondenti rendimenti pensionistici, sia a chi ha versato a quota intera ad Enpaf ma debba ricongiungere altra contribuzione successiva al 1994, e in tal caso consente di raddoppiare il rendimento di pensione per gli anni raggiunti.
Cresce in pratica il montante dei contributi e il conseguente importo dell'assegno pensionistico. Le quattro leggi - Più norme regolano la materia come riepiloga Marco Perelli Ercolini (Osservatorio Anziani Enpam): «La legge 322 del 1958 consentiva ai dipendenti pubblici che cessavano dal servizio senza aver maturato il diritto alla pensione di trasferire i contributi all'Inps. Nel 1979, la legge 29 consente di ricongiungere al Fondo dipendenti Inps tutti i contributi esistenti nelle gestioni sostitutive dello stesso ente o speciali dei lavoratori autonomi. Nel 1990, la legge 45 amplia il ventaglio dei beneficiari di ricongiunzione, dando la possibilità di agganciare all'Inps i contributi alle casse privatizzate e viceversa. E provocando costi inattesi. Specie quando, alzata l'età pensionabile anche per le donne con differenza tra pubblico e privato (nel privato la donna può pensionarsi prima), molte pubbliche dipendenti hanno chiesto la ricongiunzione all'Inps per andare in pensione qualche anno prima. Ed ecco che nel 2010 è arrivata l'abrogazione della 322 del '58 a rendere le ricongiunzioni onerose e a subordinarle a una contribuzione di almeno cinque anni nella cassa "minore"».
Quattordicesima e Ape - Al di là del mondo medico, il ventaglio delle misure ventilate ai sindacati da premier e sottosegretari è molto ampio. Lo stato metterà 6 miliardi in tre anni per innalzare la quattordicesima ai pensionati a basso reddito. L'incremento crescerà quanti più sono gli anni di contributi versati. Il diritto a percepire l'assegno si estenderà alle pensioni fino a 1000 euro lordi mensili e non più fino a 750, limite vigente finora e pari a una volta e mezzo il minimo Inps. Si conferma poi la volontà del governo di concedere a chi lo chiede la chance di pensionarsi in anticipo (ape), fino a 3 anni e 7 mesi prima del limite di vecchiaia posto nel pubblico e per i maschi nel privato a 66 anni e 7 mesi (in ambito Inps, mentre in Enpam è 67 anni).
Chi va in pensione prima dovrà chiedere un prestito ventennale alla banca e pagare gli interessi, e stipulare un'assicurazione che subentra in caso di premorienza per il lavoratore, rimborsando tutto con una fetta dell'assegno pensionistico, più o meno grande a seconda di quanto prima va in pensione. A fine ventennio, la rinuncia potrebbe essere di svariate decine di migliaia di euro. La proposta del governo è di esentare dalle spese disoccupati e categorie particolari, quella dei sindacati è di esentare tutti entro il limite di 1,300 euro di pensione lordi; sempre esenti gli esodati, che non hanno deciso loro di andare via prima (pagherebbe l'azienda). Tutto da vedere il capitolo sui lavori usuranti: il requisito per andar via fino a 5 anni prima non dovrebbe essere più quello di star ancora praticando quel lavoro, ma di averlo praticato in sette degli ultimi dieci anni.
Mauro Miserendino
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