Politica e Sanità
29 Settembre 2016Creare una rete di farmacie in grado di tenere testa alle realtà di stampo multinazionale che si apprestano ad insediarsi sul territorio italiano, senza perdere la propria imprenditorialità e indipendenza. Così il presidente di Federfarma Torino e Ad Unifarma Marco Cossolo descrive a Farmacista33 cos'è e come nasce il progetto Experta, la prima rete-soggetto di farmacie in Italia, dove i titolari diventano proprietari di un brand e non affiliati.
«È un network rivolto alle farmacie che a fronte del Ddl concorrenza vorranno competere sul mercato ma senza affiliarsi e senza fare un contratto di franchising - afferma Cossolo - il nostro obiettivo è coniugare l'imprenditorialità del farmacista e la sua conoscenza del territorio con un modello di back office organizzato e con un brand da comunicare, che sono i punti di forza che avranno le catene rispetto al singolo farmacista». L'inaugurazione della farmacia Experta di Torino Porta Nuova, la sesta e ultima ad entrare a far parte del progetto pilota, dà il via alla vera e propria fase di assestamento del progetto: «Da qui a dicembre si lavorerà su 2 attività di monitoraggio del pilota - spiega Erika Mallarini, docente di Public Management all'Università Bocconi di Milano - verificare che tutte le procedure di pharmaceutical care funzionino e rifinire il manuale che contiene le procedure di base».
La farmacia Experta si distingue da quella tradizionale per il suo format innovativo che, nell'ottica della farmacia dei Servizi, mette al centro il servizio offerto al cittadino: «La centralizzazione non è assortimentale ma c'è una definizione di standard comuni per erogare il servizio e per comunicare con il cittadino - spiega Mallarini - Non si parla più di dispensazione di prodotti ma Soluzioni, combinazioni di prodotti e servizio, ogni scaffale per poterci essere significa che deve offrire una gamma di servizi». Nell'ottica della personalizzazione, i servizi offerti variano in base alle competenze del farmacista e al bacino di utenti della farmacia che viene definito attraverso delle analisi sia di geomarketing che di tipo epidemiologico, oltre che della concorrenza. «Non troverò le stesse esigenze in tutte le farmacie - spiega Mallarini - ci sarà chi è specializzato sul cuore, chi sul respiro, chi sul diabete.
E per ogni Esigenza, ad esempio il Diabete, ci sarà lo scaffale con l'assortimento dedicato, la possibilità di svolgere appositi test e un professionista del farmaco con specifica formazione in quell'ambito». In totale sono state sviluppate una trentina di Esigenze, «noi non utilizziamo logiche di carattere commerciale ma di carattere professionale - afferma Cossolo - chi entra in farmacia entra perché ha un problema, non per comprare un prodotto». Ci sono inoltre due soluzioni che sono comuni a tutti i presidi: l'App per l'aderenza terapeutica e il programma per fornire servizio infermieristico domiciliare. Il progetto messo in piedi da UniNetFarma (Farmacie Comunali di Torino, Unifarma e Farmauniti), il cui piano industriale prevede il reclutamento di altre 40 farmacie nel 2017, 100 nel 2018 e 100 nel 2019 su territorio piemontese, potrebbe in un futuro estendersi al di là dei confini regionali. «Molti colleghi ci stanno chiedendo di poter mettere a disposizione il nostro format anche al di fuori del Piemonte - spiega Cossolo - non siamo interessati a usare il nostro distributore fuori dal territorio ma siamo disponibili a esportare il modello nell'interesse delle farmacie, magari chiudendo degli accordi, là dove ci sono, con le cooperative di farmacisti del territorio».
Attilia Burke
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