Politica e Sanità
13 Ottobre 2016Non saranno i 113 miliardi previsti, ma forse le risorse per la sanità pubblica nel 2017 supereranno i 112 miliardi. Si profilerebbe un accordo governo-regioni sul Fondo sanitario nazionale dell'anno prossimo, a metà strada tra l'incremento zero temuto dalle regioni e l'incremento di 2 miliardi previsto dalle Finanziarie precedenti. Alle regioni servono 800-900 milioni per garantire i livelli essenziali di assistenza chiesti dal Governo e 500 milioni per i farmaci innovativi ma si era parlato anche di inserire l'incremento dei contratti del comparto.
Finanziaria e patto di stabilità Ue- La Finanziaria 2016 ha previsto un aumento del Fsn di 2 miliardi di euro, e i capitoli citati ci stavano dentro. Dopodiché per garantire il rapporto deficit-Pil al 2% come da regole europee, si è reso necessario preventivare dei tagli ed una rinuncia quasi totale delle regioni ai 2 miliardi. Il fondo sanitario sarebbe stato incrementato di appena 300 milioni: da 111 a 111,3 miliardi.
L'aggiornamento del Def -Ad aprire uno spiraglio, a fine settembre, è giunta la nota del governo di aggiornamento del Documento di programmazione economica e finanziaria: un vero e proprio mandato - ratificato nei giorni scorsi dalle due aule del Parlamento - per trattare con l'Unione Europea una finanziaria più flessibile, che contempla un innalzamento del rapporto deficit-Pil al 2,4% e la possibilità di contrattare qualche soldo in più. Ieri - quando ancora si parlava di solo mezzo miliardo di euro in più di incremento per il Fondo sanitario - il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha incontrato i ministri di Economia e Riforme. Fino all'ultimo Lorenzin ha manifestato ottimismo sulle cifre, che vanno da 1 a 1,25 miliardi in più, ma oggi le Regioni si incontrano per andare a vedere le carte del governo.
Un miliardo o più?- Le ipotesi sul tappeto sono due: un miliardo in più proveniente da un allentamento dei vincoli Ue (preannunciato in qualche modo dal presidente dell'Europarlamento, il tedesco Martin Schulz, che ha sottolineato come sia giusto prevedere in Italia spese straordinarie per popolazioni terremotate e migranti); oppure il mezzo miliardo di aumento minimo di cui si è parlato fin qui più i proventi dell'aumento dell'accisa sul tabacco che potrebbero sfiorare i 700 milioni. In tale ultimo caso ci sarebbe una tassa in più - con un peso sui consumatori ancora da valutare - per sostenere l'incremento del Fsn.
I nuovi Lea- Gli 800 milioni previsti da Governo e Regioni dal 2017 per erogare i livelli essenziali di assistenza dovrebbero consentire l'introduzione dei vaccini anti-Hpv per i maschi, anti-pneumococco per gli over 65, anti-meningococco per i neonati, l'inserimento di nuove patologie tra quelle rare (come sarcoidosi, sclerosi sistemica progressiva, miastenia grave) e le esenzioni per alcune patologie (Bpco moderata grave e molto grave, endometriosi moderata e grave con 300 mila pazienti, rene policistico autosomico dominante, sindrome da talidomide), nonché gli screening neonatali per sordità e cataratta congenita e malattie metaboliche ereditarie. Per contro, ha ricordato nei giorni scorsi Massimo Cozza di Cgil Medici, la garanzia dovrebbe includere le assunzioni di personale, ove necessarie, per garantire i servizi pubblici che erogano i Lea. E queste sono più difficili.
Mauro Miserendino
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