Politica e Sanità
24 Ottobre 2016Approvazione del Ddl concorrenza 2015 entro il 2016 e entro il 2017 di quello del 2016. Sarebbero questi i propositi contenuti nella versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio inviata dal Governo italiano lo scorso lunedì. Un intento che, però, difficilmente vedrà la sua realizzazione visto che, come noto, il testo è attualmente bloccato al Senato da tre mesi in seconda lettura e che non sarà messo in calendario prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Un programma che rende ben difficile che il Ddl Concorrenza sia approvato in via definitiva entro il 2016 visto che in Senato dal 5 dicembre arriverà la manovra e che il testo dovrà poi tornare alla Camera per la terza lettura. Altrettanto nebulosa la situazione per la legge della concorrenza successiva, quella su cui si concentrano le aspettative di chi sperava in una liberalizzazione più spinta. Allo stato attuale, per evidenti motivi, il testo non è stato ancora varato. Si riuscirà per il 2017? In attesa che si faccia luce sul destino della legge annuale per la concorrenza, la Fofi nella relazione al Consiglio nazionale del suo presidente Andrea Mandelli, ha ribadito la totale avversione per il Ddl, di cui la Federazione dei farmacisti sottolinea di non apprezzare nulla.
"La Fofi" recita il testo, "conferma la sua contrarietà all'ingresso delle società di capitali nella gestione delle farmacie per l'impatto che questo può avere sulla continuità del servizio offerto fino a oggi ai cittadini dalla rete delle farmacie indipendenti, sull'autonomia professionale e le prospettive occupazionali dei farmacisti e infine perché controproducente ai fini dello stesso concetto di concorrenza". A preoccupare la Fofi "la subordinazione del sistema alla logica del profitto che, come dimostrano le esperienze estere, non coincide con principi cardine quali la capillarità della presenza e l'equo accesso al farmaco anche nelle aree svantaggiate geograficamente ed economicamente". Un testo fallimentare, nella valutazione della Federazione perché non si intravede miglioramento dell'offerta al cittadino, possibile solo "avendo come obiettivo la messa in campo di servizi e prestazioni imperniati sulle capacità del professionista e sull'evidenza scientifica mettendo al centro non il mercato ma la persona e i suoi bisogni soprattutto ora che la domanda di salute è sempre più ampia e complessa".
Marco Malagutti
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