Politica e Sanità
17 Novembre 2016Se si vogliono risolvere i nodi del concorso straordinario, causati dai dubbi interpretativi, non ultimo quello sulla maggiorazione dei punteggi della ruralità, non si può attendere l'approvazione del Ddl concorrenza, in cui sono presenti proposte risolutive: il governo adotti un urgente provvedimento, formulando un Dpcm. A chiederlo è il Coordinamento nazionale dei vincitori del concorso che in una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri chiedono di emanare un decreto legge che chiarezza a tutto l'iter concorsuale. «Il concorso straordinario per l'apertura di nuove farmacie è rallentato da parecchi ricorsi, generati da non chiare interpretazioni di norme del concorso» spiega Giuseppe Augello, farmacista vincitore a nome dei colleghi del coordinamento «Ad adiuvandum, vi sono delle proposte contenute nel ddl legge annuale mercato e concorrenza, n. 2085, articoli 58.219, 58.220, 58.342». Gli emendamenti richiamati trattano, in particolare, l'individuazione del punteggio massimo nei concorsi come comprensivo della maggiorazione per i farmacisti rurali (58.219, 58.220) e la limitazione della titolarità da parte di una società vincitrice di concorso in forma associata a una sola farmacia (58.342).
«Tali provvedimenti sono attesi e auspicati dai farmacisti vincitori» aggiunge Augello «e porterebbero chiarezza e uniformità di applicazione all'iter concorsuale così come chiesto anche dalla Conferenza Stato Regioni. Ma vista la lentezza del provvedimento, che proprio perché in ritardo, ha in sé un serio rischio di vederne dimezzati i contenuti, si auspica un diretto esame della questione, da parte del Governo. Occorre portare a termine il progetto che consentendo l'apertura di un considerevole numero di nuove farmacie in tutta Italia, creerebbe sviluppo economico e occupazione nel settore farmacie, oltre che servizio alla collettività». Secondo Augello «non serve adottare provvedimenti o formulare nuovi concorsi». L'invito rivolto ai «Ministri del nostro Governo a voler adottare un urgente provvedimento, formulando un Dpcm secondo quanto riportato negli articoli 58.219, 58.220 e 58.342 del non più trattato ddl n. 2085, fermo al Senato, per spazzare dubbi di interpretazione». E in chiusura ricorda i rischi che si stanno correndo: «In alcune regioni le farmacie sono state già assegnate secondo quanto previsto dai bandi concorsuali e in mancanza di un correttivo chiarificatore. Se mutassero in corso d'opera i parametri, quelle sarebbero ragionevolmente costrette a cambiare titolarità, con grave danno per lo Stato, sottoposto a richieste risarcitorie».
Simona Zazzetta
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