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Politica e Sanità

30 Novembre 2016

Laurea in Farmacia. Il nuovo Piano di studi: le novità dalle materie ai crediti


«L'obiettivo che ci siamo proposti è stato quello di attualizzare il Piano di studi all'evoluzione del concetto di salute». Il presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori di Dipartimento di Farmacia, Ettore Novellino, mette in evidenza i motivi sostanziali che hanno contribuito alla riformulazione di un nuovo piano di studi, deciso con il contributo di tutte le componenti universitarie e di numerose società scientifiche e che potrebbe essere attivato in numerose sedi già a partire dal prossimo anno accademico 2017/2018. La revisione del percorso formativo del corso in Farmacia LM-13, punta in sostanza ad adeguare le conoscenze acquisite nel periodo di studi, all'evoluzione del ruolo del farmacista nel contesto del nuovo modello di Servizio sanitario nazionale, nonché al nuovo concetto stesso di salute.

«Abbiamo previsto questa innovazione, pur mantenendo quella che era l'impostazione tradizionale della competenza nella distribuzione dei farmaci, includendo tutta una parte che riguarda il benessere e il "bellessere" degli individui, che oggi rappresentano le nuove frontiere del concetto di salute», spiega Novellino e precisa che nell'elaborazione dell'organizzazione didattica si è tenuto conto sia dei vincoli europei, imposti per il mutuo riconoscimento, sia di quelli imposti dalla normativa universitaria alla luce della Legge n. 240/2010 e successive modificazioni. L'intento principale è stato quello di attualizzare il percorso didattico, ma anche quello di renderlo omogeneo e confrontabile tra le 33 sedi di Farmacia. Dalla sommatoria, che ognuno potrà fare, restano a disposizione di ogni sede circa 28 Cfu, compresi gli 8 Cfu dei corsi a libera scelta, che potranno essere utilizzati per incrementare lo spazio didattico di alcuni insegnamenti o per poter esplicitare tipicità specifiche di ciascuna sede attraverso l'attivazione di ulteriori insegnamenti da offrire agli studenti quali momenti di estensione di conoscenze proprie della sede e legate ad aspetti professionali integrativi non contemplati nel "core" comune dell'impianto didattico.

«A tale scopo - aggiunge Novellino - abbiamo voluto fissare e rendere comuni le titolazioni degli insegnamenti e chiaramente i contenuti degli stessi e stabilire un numero minimo di Cfu che ogni sede deve utilizzare come punto di riferimento». Nello specifico, al primo anno di corso è stato aggiunto all'esame di "Informatica" anche "Statistica Medica"; al secondo anno "Scienza dell'alimentazione" e "Biochimica applicata medica"; al terzo anno l'esame di "Alimenti e prodotti dietetici"; al quarto anno "Basi Molecolari dell'attività dei Farmaci Biotecnologici" e "Farmacoeconomia" e al quinto anno "Tecnologia Farmaceutica Avanzata e Dispositivi medici" e "Farmacovigilanza e Farmacoepidemiologia". Novellino aggiunge che l'intervento si è reso necessario al fine di fornire ai neo laureati tutte quelle nuove conoscenze «per poter essere promotori della medicina d'iniziativa, che deve mirare ad educare i cittadini ad un corretto stile di vita così da guadagnarne in salute ed incorrere nelle patologie il più tardi possibile». Altra novità prevista dal Piano di studi, quella di prevedere accanto allo studio dei "farmaci per gli ammalati", quello dei "farmaci per le persone sane", vale a dire tutti quei farmaci atti a correggere i dismetabolismi senza la necessità di prevedere forti privazioni nelle proprie abitudini.

«Poiché la ricerca sta sviluppando una serie di medicinali derivanti da composti naturali che, lasciando inalterati gli stili di vita, riescono a correggere gli errori metabolici, abbiamo ritenuto fosse importante introdurre lo studio anche di questi», continua Novellino. Ha poi spiegato che i tempi necessari per arrivare al testo definitivo della ridefinizione del Piano di studi sono serviti per far sì che tutte le facoltà di Farmacia delle diverse Università d'Italia condividessero la nuova proposta. Il punto, infatti, era anche quello di unificare a livello nazionale le titolazioni degli insegnamenti con un adeguamento dei contenuti formativi (programmi) al fine di evitare quanto avviene oggi nelle 33 sedi di Farmacia, dove esistono ben 450 denominazioni diverse per gli insegnamenti impartiti e una enorme variabilità del numero di esami per il conseguimento della laurea, fatto questo che crea confusione di percezione dall'esterno e rende problematico di fatto il trasferimento degli studenti da una sede ad un'altra. «Il concetto di autonomia - precisa Novellino - non può voler dire fare ognuno di testa propria. Ecco perché era necessario che ogni facoltà assimilasse questo testo. Ora esiste una tabella di materie obbligatorie che devono essere inserite nel corso di laurea per arrivare ad un numero minimo di crediti che poi le varie sedi possono implementare a loro discrezione». La parola ora ai singoli dipartimenti delle diverse facoltà di Farmacia delle Università italiane che dovranno approvare il Piano di studi, diversamente da Fofi e Federfarma che, dopo aver ricevuto la lettera proprio da parte di Novellino in cui si evidenziano le novità apportate, potranno solamente apporre delle osservazioni ma non esprimere un veto sulle modifiche al Piano di studi.


Rossella Gemma

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