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Politica e Sanità

11 Gennaio 2017

Farmacap, domani presidio dei dipendenti. Catizone (Fisascat Cisl): eliminato budget attività sociali


Domani dalle 8.30 alle 13.00 davanti al Dipartimento per le Politiche Sociali, la Sussidiarietà e la Salute di Roma, i dipendenti di Farmacap, l'azienda che gestisce 47 farmacie comunali di Roma Capitale, si raduneranno «con la speranza di essere ricevuti almeno dall'Assessore, se non dal Sindaco - afferma Giovanna Catizone (Fisacast Cisl) parlando con Farmacista33 - Abbiamo già inoltrato una richiesta ufficiale di incontro». A spingere i sindacati a riunire l'assemblea e ad alzare la voce davanti alle Istituzioni è stata la totale assenza di fondi destinati alle attività socio-sanitarie di Farmacap per gli anni 2017 e 2018 e, come ciliegina sulla torta, l'annullamento della convenzione con l'asilo nido, nel bel mezzo dell'anno scolastico. Secondo i sindacati il bilancio preventivo stanziato dal Comune di Roma per gli anni a venire non lascia spazio a dubbie interpretazioni: «non è previsto nessuno stanziamento nel settore sociale», afferma Catizone. «Sono anni che, al servizio sanitario svolto dalle farmacie, si accostano servizi sociali che agevolano le fasce deboli della popolazione e in particolare gli anziani - afferma la sindacalista CIsl - Tra questi servizi, ad esempio, la presenza in alcune farmacie dello psicologo pronto a intraprendere il percorso terapeutico con i pazienti che necessitano di questo tipo di intervento, ma anche servizi di tele-assistenza per monitorare gli anziani anche 3 o 4 volte al giorno e così via».

Tuttavia, per gli anni a venire, il Comune «ha stanziato zero euro per questi servizi - afferma Catizone - oltre a snaturare la funzione di Farmacap e al problema sociale che nasce dall'applicazione di questa nuova policy, noi abbiamo un altro problema che è quello degli operatori che lavoravano nel sociale e si ritrovano senza posto di lavoro, che fine faranno?». A peggiorare ulteriormente le cose l'interruzione della convenzione con l'asilo nido sito all'Infernetto. L'appalto truccato della struttura era stata al centro del dibattito negli scorsi mesi e aveva anche portato agli arresti domiciliari dell'allora Commissario straordinario dell'azienda Francesco Alvaro. Se da una parte, dunque, le ragioni che potrebbero aver spinto i decisori politici ad annullare la convenzione potrebbero essere legati agli eventi sopracitati, resta il fatto che «a rimetterci sono le famiglie e i bambini che si ritrovano a dover cambiare di punto in bianco scuola - afferma Catizone - è assurdo che a metà dell'anno scolastico si tolga la convenzione, qui all'Infernetto c'è molta gente che sta protestando contro questa decisione». Tra le maggiori preoccupazioni dei dipendenti, quella che la scelta del comune sia il preludio a uno sviluppo che va verso la privatizzazione della società.

«Il timore è che le cose successe in questi giorni portino veramente ad una trasformazione societaria e ad una perdita di quella che era la sua missione statutaria varata nel '97 - afferma Catizone - vogliamo attenzione e soprattutto chiarezza da parte del Sindaco». Ed è così che la sindacalista si appella al Sindaco Raggi, «negli anni passati il M5S ha sempre dichiarato che Farmacap è un'azienda importante per il Comune di Roma, ma le decisioni prese ora vanno nella direzione opposta: vogliamo capire quali sono le intenzioni del Comune in merito, vogliamo maggiore chiarezza. L'azienda deve rimanere pubblica», commenta Catizone. E davanti alle difficoltà sembrano appianarsi anche quelle che erano state le tensioni tra i sindacati e il direttore generale di Farmacap, Simona Laing: «abbiamo parlato con la direzione prima di Natale e anche la direzione è preoccupata soprattutto per il problema della tenuta occupazionale degli addetti», afferma Catizone. Rimane comunque un'altra magagna da risolvere, «abbiamo un Dg ma, essendo un'azienda pubblica, manca la parte politica - conclude - ora sembra che abbiano nominato un nuovo commissario ma in realtà di certo non c'è nulla: è necessario che venga eletto un vero e proprio Cda».

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