Politica e Sanità
03 Febbraio 2017Quanto sta succedendo attorno al Milleproroghe, oggi in Affari Costituzionali e in calendario per martedì in Aula, «è solo l'ultimo segnale della poca efficacia dell'azione del sindacato. I problemi della farmacia, rurale e urbana, sono tanti ma senza progetti, senza l'ascolto e il confronto con la base, senza la capacità di fare davvero lobbying, nel senso più tradizionale del termine, è difficile ottenere risultati».
A lanciare l'appello Silvia Pagliacci, neo presidente di Federfarma Perugia, già rappresentante delle farmacie rurali umbre, intervenuta nel dibattito che si è sollevato in questi giorni all'interno di Federfarma. «Riceviamo tante rassicurazioni sul fatto che si sta lavorando ai temi caldi per la farmacia ma se guardiamo ai problemi veri, quelli che sono sulla pelle dei farmacisti, questi rimangono lì, irrisolti. Non c'è una piattaforma per il rinnovo della convenzione, non c'è un disegno unitario su come affrontare il grande tema del ruolo della farmacia nei nuovi modelli di aggregazione dell'assistenza territoriale, non c'è un progetto sulla gestione della cronicità e neppure su come affrontare gli effetti del Ddl concorrenza. L'assenza di progetti spunta tutte le armi in mano al sindacato. Abbiamo un centro studi: da qui dovrebbe arrivare una prima elaborazione di proposte da presentare alla base, che dovrebbe discutere, modificare e approvare. Ma così non è». E qui «c'è un secondo punto: la sequenza di azione del sindacato dovrebbe essere ribaltata: prima occorre cogliere le istanze, elaborare il progetto, presentarlo agli organi interni decisionali, portarlo sul territorio, creare confronto attorno a questo, e infine annunciarlo. Il confronto con la base è fondamentale, per una questione di rappresentatività, ma anche perché dà forza all'azione». Rispetto alle relazioni con la politica «occorre fare lobby nel senso più stretto del termine: rappresentiamo interessi, che poi sono gli interessi dei cittadini; bisogna trovare chi se ne faccia carico, con convinzione e fino in fondo. Ma cambiare continuamente parte non aiuta».
C'è poi un altro punto: «Ci si rimprovera di essere in campagna elettorale» continua «sì, le elezioni sono alle porte, difficile dire che non lo siamo. Ma in ogni caso tutto il dibattito sul sindacato, tutto il confronto che possa portare a una maggiore rappresentatività e democraticità, è solo positivo. Per quanto ci riguarda, siamo un gruppo, che si sta delineando. Molto è ancora da definire ma questi nodi sono una prima base programmatica».
Francesca Giani
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