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Politica e Sanità

21 Febbraio 2017

Onaosi, soppressione in bozza Commissione vigilanza enti previdenziali


L'Onaosi, Opera nazionale d'assistenza agli orfani dei sanitari italiani che assiste 5 mila famiglie di medici, farmacisti, dentisti e veterinari del Servizio sanitario, potrebbe essere soppressa. Una proposta - non ancora un disegno di legge - della Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali di riforma dei suddetti enti ipotizza di sciogliere la Fondazione e trasferirne le funzioni in una gestione speciale Inps "per il sostegno, l'educazione, l'istruzione e la formazione degli orfani di medici, chirurghi, odontoiatri, medici veterinari e farmacisti". Un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dovrebbe -una volta varato il provvedimento - definire le modalità per la nomina di un Commissario liquidatore al fine della soppressione dell'Ente. I sindacati dei medici dipendenti, iscritti di "diritto" alla Fondazione, rispediscono al mittente l'articolo del dispositivo. Anaao Assomed, Cimo, Aaroi, Triplice, Fvm, Fassid, Fesmed, Anpo Ascoti parlano di "esproprio mirato" e di "provvedimento senza precedenti e di dubbia legittimità". «Si sceglie di colpire la più antica cassa di previdenza e assistenza del Paese, nata nel 1874 e riconosciuta dallo Stato italiano nel 1901", rivolto a "una platea di 163.000 contribuenti, senza alcun onere per lo Stato che, al contrario, ricava contributi dalla tassazione del patrimonio e delle attività di assistenza nonché dal lavoro di 220 dipendenti», recita il comunicato del blocco dei sindacati della dipendenza. Questi ultimi chiedono alla Commissione guidata dall'onorevole Lello Di Gioia (Pd) di stralciare l'ipotesi altrimenti sarà mobilitazione dei sanitari del servizio pubblico. La proposta di riforma contiene tra le previsioni quella di accorpare le Casse previdenziali sotto i 60.000 iscritti in base alle affinità tra le professioni.

Il provvedimento è stato spedito ad Enpam & co a inizio febbraio e fa "cronologicamente" seguito alla sentenza della Consulta che boccia la legge sulla Spending Review laddove imponeva di versare alle casse dello Stato dei risparmi ottenuti contraendo le spese di gestione fino al 15%, nonché a un'indagine conoscitiva sull'attività delle Casse che ha messo in luce come alcune casse più piccole siano in difficoltà. La stessa proposta di fusioni tra casse, che non riguarderebbe almeno ad oggi da vicino Enpam, è vista con perplessità dagli enti previdenziali. L'Onaosi è Ente a più riprese messo in discussione, dichiarato "inutile" e poi puntualmente salvato per ragioni "solide": buone gestioni, capacità di rappresentare un pilastro assistenziale (più che previdenziale) validità della visione di Welfare incarnata - e sposata dalle istituzioni al punto che per breve tempo una legge estese l'obbligo di iscrizione. Tra l'altro, una delle perplessità giunte da ambienti medici è che l'articolo non presenta fin qui motivazioni esplicite atte a giustificare la soppressione. L'Intersindacale ricorda il valore etico della Fondazione: «In un periodo storico in cui vengono meno le tutele, in particolare in caso di premorienza, si tenta di sopprimere un ente autonomo e meritorio che integra efficacemente l'intervento pubblico nei confronti di soggetti svantaggiati, orfani e disabili in particolare. Proprio nel momento in cui si incentiva il welfare aziendale e di categoria, si concede deducibilità fiscale a migliaia di fondi integrativi previdenziali e sanitari di svariati soggetti privati, ivi compresi gli istituti bancari e assicurativi, ... si cerca di sopprimere un'esperienza di autentica assistenza integrativa».

Mauro Miserendino

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