Politica e Sanità
02 Marzo 2017Cambiano le norme sulla sostituibilità, e in modo peculiare, per 600 mila italiani, i residenti della Basilicata. La Regione ha rivoluzionato il prontuario dei farmaci ospedale territorio, quelli -più costosi - acquistati direttamente dal produttore e distribuiti anche in farmacia per conto delle Asl. Ha disposto una gara confrontando costi e qualità e ha deciso di passare integralmente a proprio carico solo i prodotti vincitori, dal costo più basso. Questo sta creando alcuni problemi ai medici per la prescrizione e ai farmacisti e ai cittadini per la dispensazione.
Franco Caiazza presidente di Federfarma Potenza ci spiega perché. «Per ogni principio attivo a brevetto scaduto con equivalenti in commercio la regione ha messo a gara, tra i vari produttori, i dosaggi esistenti e dal 20 febbraio per ciascun dosaggio il servizio sanitario regionale passa a proprio carico per intero ai residenti il solo prodotto vincitore per ogni bando. I vincitori sono elencati in un allegato apposito, il numero 1. Nell'allegato 2 invece sono gli altri prodotti che hanno partecipato alla gara o i più venduti negli scorsi anni». Questi ultimi sono risultati più costosi per una media di sei euro, nel comparto dei prodotti di sintesi: quindi, «se il medico ritenesse di prescrivere uno di questi prodotti in allegato 2, il suo paziente potrà averlo pagando sei euro di ticket. Un'analoga gara è stata fatta per i farmaci biologici; i vincitori sono in allegato 1, gli altri sono in allegato 2 ma per questi non si paga il ticket a differenza che per i farmaci di sintesi». «Il problema -continua Caiazza - è spiegare al cittadino perché sul farmaco che fino a ieri prendeva gratis ora paga il ticket o perché magari in un limitato numero di casi c'è un farmaco analogo che fino a ieri prendeva ma che ora, non avendo partecipato alla gara, è disponibile solo in fascia C».
Una seconda questione riguarda la prescrizione del medico di famiglia. Per garantire la continuità terapeutica a pazienti trattati con successo con farmaci facenti parte dell'allegato 2, il medico deve giustificare la non sostituibilità apponendo una nota. Le maglie sono strette per i prodotti di sintesi, dove ci sono tre opzioni: nota 4a in caso di intolleranze del paziente al generico "vincitore", nota 4b in caso si debba seguire una specifica via di somministrazione, nota 4c per diversa indicazione terapeutica; in pratica, non è garantita la continuità terapeutica. «Peraltro, se ci sono allergie o intolleranze, il medico specialista o di famiglia ha margini per mantenere la prescrizione del farmaco di continuità», afferma Caiazza. Per i biosimilari invece è prevista la possibilità di prescrivere il farmaco già in uso per "motivi di continuità terapeutica" (nota 3c) oltre che in casi di documentata inefficacia terapeutica del biosimilare (nota 3a), o di manifesta intolleranza (3b). Queste note generano un ulteriore problema. «Talora il medico dovendo trascrivere l'indicazione dello specialista non è messo in condizione di spiegare perché il farmaco sia sostituibile ma a questo punto la farmacia è costretta a rimandare indietro il paziente». Quarta criticità, non tutti i farmaci vincitori della gara sono stati resi immediatamente disponibili nelle farmacie, «ma la situazione si sta normalizzando. Forse più naturale sarebbe stato partire il 1° marzo, dieci giorni dopo, con più ampio preavviso». È infine prematuro fare calcoli sui risparmi preventivati in regione: «Le fatture sono partite ora, se su proiezioni dobbiamo basarci - dice Caiazza - credo occorra aspettare qualche mese».
Mauro Miserendino
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