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Politica e Sanità

07 Marzo 2017

La farmacia è donna e la ricerca punta dritta alla medicina di genere


È alla vigilia della festa della donna, che Federfarma traccia un bilancio della vita professionale, sociale e personale del genere femminile nel settore delle farmacie. Secondo i dati, nel 2016 la farmacia italiana conta 57.660 addetti laureati: le donne sono 39.908 e costituiscono il 69% del totale. È donna anche la maggior parte dei 20.000 addetti non laureati. Sostanzialmente uguale la presenza di donne (10.045) e uomini (10.000) tra i titolari e soci di farmacia. «Anche gli utenti della farmacia sono in prevalenza donne - osserva la presidente di Federfarma, Annarosa Racca - perché sono loro che di solito compiono le scelte sanitarie per tutta la famiglia e sono loro ad occuparsi in particolare di bambini e anziani. Molto spesso le donne si preoccupano più della salute dei propri famigliari che della loro, facendo troppo poca prevenzione che invece è fondamentale per mantenersi in salute. Le farmacie - aggiunge Racca - sono sempre pronte a collaborare a campagne di prevenzione, in modo particolare sulla salute delle donne, impegnandosi ancora di più su questo fronte, al quale dedicano quotidianamente molte ore di lavoro».
E di medicina di genere si parla anche quando si sviluppano farmaci: quelli per le patologie che colpiscono maggiormente le donne, sono più di 850 a livello internazionale. Dato da accostare a quello più generale dei 7 mila medicinali in sviluppo a livello internazionale per patologie tra cui i tumori (1.813), le malattie neurologiche (1.329), immunologhe (1.120) e cardiovascolari (599). A quantificare l'impegno delle imprese del farmaco per la salute delle donne è stato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, nel corso del convegno "Chi l'ha detto che donne e uomini sono uguali? Pari opportunità nella differenza", promosso da Farmindustria proprio alla vigilia della festa delle donne. Dei farmaci in via di sviluppo dedicati alle donne, 114 riguardano il sistema muscolo-scheletrico, 110 il sistema immunitario, 139 le neoplasie, 68 le malattie dell'occhio, 13 l'apparato gastrointestinale. E ancora 35 sono relativi all'apparato urologico, 168 all'apparto respiratorio, 98 al sistema neurologico, 64 ad ostetricia-ginecologia, 72 a psichiatria, 22 ad altre malattie. «La donna non è un uomo al femminile, i farmaci funzionano in modo diverso, ci sono dei farmaci specifici per le donne. Purtroppo ce ne siamo accorti un po' tardi, bisogna fare un 'mea culpa', però la ricerca ha cambiato indirizzo - ha sottolineato il presidente di Farmindustria - Lo vediamo dal numero di nuovi farmaci che stanno arrivando: ce ne sono 850 specifici per il genere femminile. Sarebbe facile dire che magari sono tutti nelle malattie ginecologiche ma la ginecologia arriva all'ottavo posto, quindi significa che ci sono ben 7 branche dove la medicina di genere è già una realtà». Ma che i farmaci non possano essere ugualmente dispensati tra uomini e donne, lo sanno bene anche i farmacisti che ogni giorno si trovano più a contatto con i pazienti. «Viviamo questa differenziazione ogni giorno sulla nostra pelle - aggiunge Racca - perché siamo anche noi tenuti, nella dispensazione del farmaco a valutare chi ci troviamo di fronte. Sono previsti per alcuni farmaci, infatti, dosaggi differenti ed effetti collaterali differenti a seconda se si tratti di uomini o donne».

Rossella Gemma

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