Morti per influenza, Ricciardi: conseguenze dei no ai vaccini. Dai farmacologi testo ad hoc
«L'avevo previsto. Sapevamo che sarebbe accaduto questo se non ci si fosse attivati. Purtroppo non siamo riusciti a convincere l'anno scorso gli anziani a vaccinarsi contro l'influenza e così abbiamo avuto migliaia di nonni che potevano rimanere con i nipoti e invece non ci sono più». Così Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, commenta duramente nel corso di FarmacistaPiù a Milano l'allarme sull'aumento della mortalità per influenza registrato nei primi mesi del 2017. «Queste si chiamano morti evitabili e quando abbiamo migliaia di morti evitabili possiamo considerarci in una vera e proprio emergenza, soprattutto laddove abbiamo invece presidi assolutamente efficaci e sicuri come i vaccini». Stesso discorso per i più piccoli, in relazione ai casi di morbillo quasi triplicati in questi mesi rispetto al 2016: «Avere migliaia di bambini non vaccinati significa avere molti soggetti che sicuramente si ammaleranno perché il virus è contagiosissimo. Non è allarmismo, è scienza. Purtroppo non siamo in una condizione ideale in cui si possa far leva su informazione e scelte consapevoli. Abbiamo l'obbligo morale di agire. Concordo nel chiedere il certificato di vaccinazione avvenuta per chi iscrive i figli all'asilo o a scuola: per me è un atto di civiltà».
L'attualità dell'argomento e la necessità di sensibilizzare gli operatori sul tema ha indotto la Società italiana di farmacologia (Sif) a redigere il documento "I vaccini e le vaccinazioni" condiviso a più mani con Società scientifiche (Siti, Sip, Fimmg, Fimp) e Istituto superiore di Sanità e destinato proprio agli addetti ai lavori. «Sta crescendo una cultura di diffidenza verso le vaccinazioni, sicuramente anche in virtù dello stato di salute e benessere che le stesse ci hanno consentito finora», sottolinea Giorgio Cantelli Forti presidente della Sif. «Medici e farmacisti devono essere protagonisti sul territorio di una corretta promozione di questa pratica medica. Bisogna fare cultura, e non come capita, assecondare i cittadini solo perché spesso rivelano preoccupazioni infondate. Il nostro documento è utile proprio a questo scopo. Nella fattispecie, è bene sottolineare che i farmacisti sono i più vicini ai cittadini e sono i primi a dispensare consigli». Così conclude Fausto Francia, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti). «Il testo arricchisce la cultura vaccinale con la giusta positività che si contrappone alle strumentali campagne denigratorie che periodicamente compaiono sul web. Ciò crea incertezze e smarrimento a una popolazione che, per merito delle vaccinazioni, si è dimenticata le tragiche conseguenze di molte malattie infettive degli scorsi decenni».
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