Politica e Sanità
29 Marzo 2017Impegno da parte della regione di esportare il progetto relativo a farmacia dei servizi e alla strategia delle aree interne negli altri comuni disagiati (una quarantina) non ricompresi nell'operazione e attivazione della guardia farmaceutica sul territorio con un tavolo in cui si parlerà di regolamentazione del servizio e di remunerazione. A fare il punto su farmacia dei servizi e aree interne Luigi Sauro, presidente di Federfarma Molise nel corso del convegno organizzato ieri da Federfarma Molise a Campobasso, in cui «sono stati chiamati a confrontarsi i sindaci e le farmacie coinvolte, oltre che le istituzioni». Come si ricorderà, l'intesa tra Federfarma, Asrem e Regione - che aveva ricevuto l'ufficializzazione del commissario ad acta a metà febbraio - include una serie di «servizi sperimentali erogabili dalle farmacie operanti in comuni privi di centro di distribuzione direttamente gestito dalla Asrem che prevede la dispensazione e consegna domiciliare dei dispositivi medici per autocontrollo glicemico per pazienti con diabete» riguardanti «124 farmacie».
Accanto a questi, ci sono poi «servizi erogabili da tutte le farmacie pubbliche e private della regione, quali Cup, servizi informativi, Dpc - per pht e ex osp 2 -, attività di formazione, comunicazione, sensibilizzazione sul corretto utilizzo dei medicinali, campagne di prevenzione delle principali patologie a impatto sociale, analisi di prima istanza rientranti nell'ambito dell'autocontrollo, servizio di guardia farmaceutica» che sarà operativa «previa intesa tra le parti in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale». Per quanto riguarda questo ultimo punto, spiega Sauro, «partirà un tavolo per fissarne la regolamentazione e questo rappresenta un primo passo verso la remunerazione del turno. L'idea che portiamo avanti si ispira al modello tedesco, che ha appena approvato una remunerazione di 280 euro per turno». Per quanto riguarda poi il progetto delle aree interne, «la partenza della prima area, il Matese, è prevista a maggio con circa 20 farmacie per la telemedicina. Seguiranno poi le altre aree, per un totale di 80 comuni».
Ma, continua Sauro, «abbiamo portato avanti la richiesta di estendere il progetto agli altri comuni non compresi in queste aree, per non creare una forbice, non tanto tra farmacie, quanto tra pazienti. Abbiamo accolto con grande soddisfazione l'impegno da parte della regione in questa direzione: attraverso delibere comunali dovrebbe essere creata una macroarea che si unirà nella sperimentazione all'ultima delle aree interne in partenza». Nel dettaglio, tra i servizi che potranno essere attivati in prospettiva «si prevede analisi di prima istanza, Ecg, spirometrie, analisi delle urine, defibrillatori esterni. La farmacia riceverà la strumentazione in comodato d'uso e sono state stabilite delle tariffe». Ora, conclude Sauro, un prossimo step «sarà quello di andare dal Ministero per richiedere l'accreditamento delle farmacie come convenzionati esterni a struttura pubblica per la refertazione delle prestazioni effettuate nel presidio con la firma del medico competente». Un altro elemento importante «è stato il riconoscimento anche da parte Franca Biglio, presidente Anpci, dell'importanza del progetto, con l'appello a portarlo in tutti i piccoli comuni di tutta Italia. Anche da parte del governatore del Molise, Paolo Di Laura Frattura, e di Lolita Gallo, nuovo direttore generale per la Salute della Regione, c'è stato il riconoscimento dell'importanza della presenza della farmacia per la popolazione».
Francesca Giani
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