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Politica e Sanità

31 Marzo 2017

Farmaci scaduti, rischi legali ribaditi da Cassazione


Avere "in casa" farmaci scaduti è reato penale, sia in caso di detenzione per commercio, sia per somministrazione. Questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (Cass.pen 1°, 15 febbraio 2017, n.7311) che ha confermato la condanna in appello nei confronti di un professionista, nella fattispecie odontoiatra, per la detenzione di 20 fiale di carbocaina scadute nel luglio 2003, equiparando di fatto la detenzione per il commercio di medicinali guasti o imperfetti (per esempio scaduti di validità), e la detenzione per somministrazione. Secondo la Corte le due modalità di detenzione «non costituiscono situazioni differenti, perché entrambi funzionali e dirette all'uso effettivo del farmaco».

Il Collegio ha richiamato l'articolo del Codice penale (Art. 443), "Commercio e somministrazione di medicinali guasti" che punisce chi "detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti" e ha sottolineato come la detenzione per il commercio sussista anche quando non c'è vendita o esposizione, bastando cioè la conservazione in qualsiasi luogo per una vendita successiva, che valga a generare il convincimento che si tratti in realtà di detenzione per il commercio. «La punibilità è quindi anticipata ed il reato è di pericolo e non di danno» concludono i giudici e suggeriscono di considerare commercio e somministrazione come «tutte le modalità con cui il bene entra nel circuito della distribuzione».

Il tema è bene noto ai farmacisti e recentemente è stato oggetto di un convegno nel corso dell'edizione 2017 di Farmaciapiù, e secondo Maurizio Cini, promotore della depenalizzazione del reato e che in questo caso specifico segnala l'esercizio arduo della Corte in una «sentenza aberrante con la quale è stata equiparata la detenzione per il commercio a quella per la somministrazione». Secondo l'esperto «il giudice ha, di fatto, introdotto arbitrariamente una fattispecie penale non prevista dall'ordinamento. Val la pena ricordare che in passato ci sono state varie sentenze di assoluzione di direttori sanitari di case di cura nelle quali erano state rinvenute confezioni scadute non ancora somministrate. La legge penale è però molto vecchia ed andrebbe completamente riformata, soprattutto differenziando il medicinale scaduto da quello "guasto o imperfetto"».


Simona Zazzetta

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