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Politica e Sanità

07 Aprile 2017

In aumento le diete “fai da te”, Fatati (Adi): più informazione. Rischio obesità


Passano dall'introdurre nella dieta alimenti ritenuti dei toccasana ad autodiagnosticarsi ipotetiche intolleranze, per poi finire su diete "fai da te" eliminando del tutto alcuni cibi: ecco come si presentano oggi gli italiani a tavola. Sono alcune delle evidenze emerse dalla nuova edizione dell'Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi, presentate al Congresso Nu.Me (Torino, 6 - 8 aprile), che mostrano una fotografia a tratti controversa del rapporto degli italiani con la tavola. I risultati della nuova edizione dello studio, che in 7 anni ha analizzato un campione totale di oltre 55mila italiani, rilevano una percentuale importante di italiani che negli ultimi anni dichiarano di aver praticato una dieta (51%), e in particolare una "dieta fai da te" (31%) seguita da coloro che dicono di preferire la "dieta mediterranea" (18%), o ancora la "dieta Dukan" (7%) e quella "a zona" (4%), o "dello sportivo" (4%). L'aumento delle persone che scelgono una dieta "fai da te", sottolinea una nota, si inserisce in un contesto di "confusione alimentare" più ampio nel quale alcuni cibi vengono demonizzati e altri mitizzati. I risultati mostrano, ad esempio, una sempre maggiore curiosità per quegli alimenti interpretati come "salva salute" come il tè verde per le sue proprietà antiossidanti (33% del campione) e la curcuma per la sua potenziale funzione digestiva (20% del campione).

«Questi risultati lasciano ampio spazio ad una riflessione e chiedono costanti interventi di corretta informazione e di educazione. La dieta "fai da te" è un'abitudine scorretta che sembra andare di pari passo con l'aumento della popolazione obesa in Italia. Anche per quanto riguarda la dieta mediterranea sorgono delle perplessità. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo registrato una diminuzione dei consumi di carne, formaggi e pane. Cosa intendono allora gli italiani per "dieta mediterranea"? Non è un interrogativo di poca rilevanza perché oggi questo regime alimentare viene associato ad un consumo basato unicamente su frutta e verdura. In realtà non esistono alimenti da escludere totalmente, ma scelte alimentari all'insegna dell'equilibrio e della varietà. Se leggiamo questi dati contestualizzandoli nell'attualità, ovvero agli allarmismi che dilagano creando paure esagerate e spesso infondate, emergono scelte non razionali e abitudini alimentari non basate su necessità ma dettate da miti del momento" ha commentato il coordinatore scientifico dello studio e presidente della Fondazione Adi Giuseppe Fatati.

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