Politica e Sanità
13 Aprile 2017La distribuzione diretta dei farmaci comporta costi rilevanti per le Asl e costi enormi e insostenibili per i malati e per le persone anziane sole che vivono nei piccoli comuni rurali e montani così numerosi nel nostro Paese, è intollerabile che in nome di un presunto e del tutto teorico risparmio non si tenga conto delle loro esigenze. Così l'Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci) entra nel dibattito sollevato dal servizio sui costi e i vantaggi della distribuzione diretta dei farmaci andato in onda ieri sera durante la trasmissione a Le Iene. «Ho assistito con enorme disappunto al servizio estremamente superficiale e di parte su un tema delicato come quello della distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Asl» denuncia Franca Biglio, Presidente dell'Anpci in una nota condivisa con FederAnziani e dal Sunifar, firmatari di un protocollo di collaborazione per tutelare le persone che vivono nei piccoli comuni, privi di servizi essenziali per la popolazione.
«Le Iene non stanno certo dalla parte dei più deboli. È intollerabile che in nome di un presunto e del tutto teorico risparmio si affronti la questione dell'accesso ai farmaci senza tenere conto delle esigenze della popolazione in gran parte anziana che vive nei piccoli centri rurali e montani così numerosi nel nostro Paese» prosegue. Biglio sottolinea gli oneri del canale distributivo: «Le Asl che devono comprare e stoccare farmaci che poi scadono, si deteriorano, vengono rubati, vengono consegnati in grandi quantitativi a pazienti che, per motivi diversi, non li utilizzano e vanno sprecati. Ma, soprattutto, la distribuzione diretta ha costi enormi e insostenibili per i malati e per le persone anziane sole, che vivono nei piccoli comuni, lontani dai centri urbani. A loro viene negato il diritto di ritirare i farmaci di cui hanno bisogno nella farmacia sotto casa e vengono costretti a percorrere decine e decine di chilometri, chiedendo aiuto ai parenti o spendendo soldi del pullman o del taxi, per raggiungere il presidio pubblico. È questo che vogliono le Iene? Se è così lo dicano chiaramente e la smettano di farsi paladini dei deboli, quando nella realtà non lo sono affatto!».
Simona Zazzetta
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