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Politica e Sanità

02 Maggio 2017

Elezioni Federfarma e candidabilità Racca, nuova lettera riaccende il caso


Una eventuale nuova candidatura di Annarosa Racca alla presidenza della Federazione «è illegittima» e soprattutto «tradisce la ratio e lo spirito» delle norme statutarie laddove è previsto «il limite massimo di tre mandati consecutivi nella stessa carica anche per il presidente». Con l'avvicinarsi della scadenza elettorale, prevista entro la fine di maggio, una nuova lettera ufficiale inviata alla presidente Raccada Elisabetta Borachia (Federfarma Liguria) Antonio Guerricchio (Federfarma Basilicata) e Pasquale D'Avella (Federfarma Marche), riapre in modo aspro la contesa. A far discutere nuovamente la questione del limite dei mandati, già sollevata dagli stessi presidenti in una lettera precedente nella quale si chiedeva l'intervento di un arbitraggio esterno per risolvere il nodo dell'eleggibilità. Racca, a sua volta, aveva risposto controproponendo di far dirimere la questione al Collegio dei probiviri, "organo super partes" e più adatto, secondo la presidente in carica, a "risolvere le controversie tra gli associati". Una risposta deludente, scrivono a Racca nella loro nuova missiva i tre presidenti, che evidenzia «la tua ferma volontà di continuare a sedere sulla poltrona che occupi attualmente, per assecondare - questo è ciò che arrivi a scrivere, in un tentativo di giustificazione che offende l'intelligenza - l'invito di molti Colleghi a ricandidarti». Una decisione «grave», continuano, che passa «sopra lo spirito di una norma statutaria voluta per affermare una cultura della rappresentanza più aperta e più centrata sul valore del servizio che non sulla conservazione dei posti di potere». Ma oltre alla questione sull'opportunità di ricandidarsi la missiva evidenzia come secondo elemento rilevante, la decisione di chi debba dirimere la questione. Per la presidente basta il Collegio dei probiviri di Federfarma, per gli oppositori si tratta di una «controproposta davvero provocatoria» sia per avere ridotto la questione a "controversia insorta tra gli associati", sia per il coinvolgimento diretto dei probiviri nella partita delle elezioni sindacali. «E chi gioca» sottolinea la lettera «non può allo stesso tempo arbitrare». Sono queste le ragioni della delusione, continua la missiva, «alla quale si aggiunge la viva preoccupazione per la pervicacia con la quale sembri volere insistere nella tua decisione, affermando in pratica che l'unico modo che sei disposta a considerare per continuare a contribuire alla causa del nostro sindacato è quello di continuare a sedere sulla poltrona presidenziale». La lettera si conclude, invitando nuovamente la presidente Racca a «considerare la possibilità di deferire il giudizio a un arbitro autorevole e scelto congiuntamente dalle parti» onde evitare il rischio di «conflitti laceranti, che inevitabilmente finirebbero per arrecare gravissimi danni alla funzionalità e anche all'immagine pubblica del nostro sindacato». Ora la palla ritorna alla presidenza, per una risposta che Borachia, Guerricchio e D'Avella chiedono sia «massimamente sollecita».

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