Politica e Sanità
10 Maggio 2017In ospedale o dal medico del territorio? Nessuno dei due, in Italia la telemedicina si fa in farmacia. Delle 16 mila farmacie associate Federfarma almeno 3 mila operano con una piattaforma - SmartTelemedicine -che consente di offrire esami diagnostici refertati a distanza da medici ospedalieri. In aree rurali o lontane da ospedali, tali esami potrebbero essere coperti dal Servizio sanitario nazionale in quanto rispettano gli standard di qualità delle prestazioni offerte in ospedale. Lo sostengono la Società Italiana di Telemedicina e Federfarma che a Bologna a Cosmofarma Exhibition 2017 hanno firmato un protocollo d'intesa il cui obiettivo top è far erogare al Ssn telemonitoraggi oggi pagati dai cittadini, come si facessero in ospedale. Grazie alla piattaforma SmartTelemedicine di Health Telematic Network e a quella di Promofarma, solo nel 2016, le farmacie aderenti al progetto hanno effettuato oltre 67.000 tra elettrocardiogrammi, monitoraggi della pressione arteriosa, Holter cardiaci, consentendo di rilevare varie anomalie, in alcuni casi gravi, tanto da richiedere l'invio al Pronto Soccorso in codice rosso. «
La popolazione diventa sempre più anziana e l'innovazione tecnologica facilita l'accesso alle prestazioni su tutto il territorio, potenziando il ruolo della farmacia come primo presidio sociosanitario integrato nel Ssn», conferma Annarosa Racca presidente di Federfarma. «Nelle farmacie aderenti alla piattaforma Htn-Federfarma si eroga un servizio di qualità ospedaliera con strumenti omologabili a quelli in uso negli ospedali, con referti di personale di strutture Ssn e convenzionate e garanzia di uniformità di raccolta dei dati nel rispetto della privacy del cittadino», dice a Farmacista33 il presidente Sit Gianfranco Gensini. La Società Italiana di Telemedicina può lavorare per garantire che, diffondendosi la telemedicina ad altre attività, queste siano eseguite secondo linee guida ministeriali e secondo criteri di misurazione validati». Nel protocollo si parla di offrire, in coerenza con i decreti legislativi del 2009 e 2010 sulla farmacia dei servizi, tutto l'ambito del teleconsulto e della teleriabilitazione. In concreto, oltre a ecg, holter e rilevazioni della PA, nelle farmacie italiane si eseguono esami del sangue, e controllo della glicemia. «I livelli di emocromo glicemia, creatininemia, azotemia, elettroliti e lipidi, oggi misurabili nelle farmacie, sono in fondo quanto serve conoscere a un paziente cronico in trattamento per controllarsi con la frequenza adeguata ad un monitoraggio ottimale. La frontiera non è forse tanto acquisire altre prestazioni o intendere questi esami come di prevenzione o predittivi, ma al contrario rendere le prestazioni citate e quelle di monitoraggio cardiologico accessibili a chi ancora non ne fruisce. Una frontiera può essere il Brain Natriuretic Peptide; misurarlo in farmacia agevolerebbe la gestione del paziente scompensato sul territorio».
Tra gli obiettivi dell'intesa Sit-Federfarma, oltre alla promozione della telemedicina nel Ssn, di standard di qualità e dell'aggiornamento dei farmacisti, c'è la messa a punto di un modello di gestione del cronico in comune con la medicina del territorio. L'esame dal farmacista potrebbe essere un tassello, ad esempio in Lombardia per la presa in carico dei cronici gravi ad opera dei "gestori" protagonisti della recente delibera 6164. «La farmacia nella gestione del cronico può coesistere con altre offerte che si vanno consolidando, grazie al legame da una parte con il medico ospedaliero e dall'altra con il medico di famiglia, che nelle delibere lombarde mantiene una forma di presa in carico», dice Gensini. «L'esperienza insegna che è più gradito al paziente essere monitorato nella farmacia sotto casa o dal medico di fiducia che in un ambulatorio spersonalizzato, e offre più risultati in termini di aderenza alla terapia».
Mauro Miserendino
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