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Politica e Sanità

24 Maggio 2017

Vendita farmaci contraffatti, filiera compatta: fenomeno si argina con comunicazione sui rischi


Sono oltre seimila i siti illegali di vendita di farmaci online chiusi dall'inizio dell'anno a oggi e 20mila quelli bloccati nel 2016. Il fenomeno è difficile da arginare perché, anche quando il sito illegale viene cessato, il meccanismo di azione rimane attivo e può trovare sbocco su altre piattaforme. Una via per contrastare il problema è quella di sensibilizzare il più possibile i cittadini sui rischi che si corrono e sottolineare che la rete delle farmacie, garantita e certificata grazie al logo anche quando si propone sul web, è il canale di tutela dei cittadini. A fare il punto nel corso del convegno "Contraffazione: un virus da estirpare", promosso da Federfarma Servizi e Società italiana di urologia, in collaborazione con Aifa, Carabinieri Nas e con il patrocinio del Ministero della Salute, è Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, che ha anche presentato il progetto Clip Fakeshare, finalizzato all'informazione e la tutela dei cittadini. Il progetto si inserisce nel più ampio contesto della campagna europea Fakeshare, coordinata da Aifa e cofinanziata dalla Comunità europea per il contrasto della vendita illegale di farmaci su internet.

«Quello della contraffazione dei farmaci» continua Mirone «è un tema su cui non c'è ancora abbastanza consapevolezza da parte dei cittadini. Oggi, grazie anche al contributo della Siu, attiva sul tema, è emerso che il fenomeno è più diffuso e più rischioso di quanto si pensi. Per questo è opportuno combattere la battaglia anche sul piano della comunicazione ed è quello che ci siamo impegnati a fare oggi, cercando anche di sollecitare un contributo da parte di tutti gli attori della filiera. Da parte nostra abbiamo promosso insieme ad Aifa e Siu un progetto di comunicazione per sensibilizzare i cittadini, mostrare i rischi e i pericoli di salute che si corrono dall'acquisto di farmaci da canali non tradizionali e anche per sollecitare gli operatori della salute che entrano in contatto con i pazienti a un'azione di sensibilizzazione. Un approccio che speriamo di riuscire a potenziare anche in futuro insieme agli altri attori della filiera. Già oggi, dal convegno, abbiamo raccolto una disponibilità da parte di Farmindustria, Assogenerici, Federfarma e Assofarm e speriamo di riuscire a realizzare una campagna di comunicazione efficace. Intanto, pensiamo di distribuire con la massima diffusione possibile le clip, già realizzate dall'Aifa, ma come step successivo stiamo pensando anche a una campagna di comunicazione di più immediata fruibilità per i cittadini con il coinvolgimento di alcuni testimonial pubblici, come per esempio attori, per rendere più efficace il messaggio».

La necessità di una campagna di informazione è stata ribadita un po' da tutti i presenti, che hanno partecipato anche alla tavola rotonda: «Il numero dei siti che vendono farmaci online è elevatissimo» interviene Luigi D'Ambrosio Lettieri, senatore e vicepresidente Fofi, «e i dati sottolineano come la metà dei farmaci venduti in rete sono contraffatti. Il fenomeno ha numeri impattanti e credo che una carenza nel sistema su cui occorre lavorare sia l'armonizzazione delle legislazioni nazionali: dal momento che il livello di azione della criminalità è mondiale, occorre un approccio globale, per il quale è necessario un livello sovrannazionale di condivisione di intelligence, forze di polizia, e così via. In questo contesto la sensibilizzazione dei cittadini diventa fondamentale». «E in questa direzione» aggiunge Andrea Mandelli, senatore e presidente Fofi, «la rete delle farmacie ha un grande potenziale e va rivalutata nel suo ruolo di sentinella sul territorio, per la sua capacità e possibilità di intercettare problemi dei cittadini. Ma un ulteriore passaggio è che tutti i componenti della filiera facciano squadra in un approccio e un'azione condivisa». «Il tema dei farmaci contraffatti» interviene Annarosa Racca, presidente di Federfarma, «ci ha sempre visto in prima linea. Una delle battaglie che abbiamo portato avanti è stata diretta a bloccare tentativi di portare i farmaci con ricetta al di fuori della farmacia fisica, cioè sull'online. Un grande contributo lo abbiamo messo anche nella definizione del logo delle farmacie online e anche in questo caso abbiamo lottato per far sì che l'apertura all'ecommerce avvenisse entro paletti ben precisi a tutela dei cittadini. Ma il nostro impegno è soprattutto il contatto diretto con il paziente, che quotidianamente portiamo avanti al banco, quell'attenzione ai cittadini, all'educazione, all'informazione, indispensabile quando si parla di farmaci».

«La formazione e ancora di più l'empowerment del paziente» spiega Francesco Schito, segretario generale Assofarm, «ricoprono un ruolo determinante per arginare il fenomeno e in questo la filiera può fare molto. D'altra parte, se guardiamo al passato, la filiera ha già dato prova di sapersi unire in uno sforzo di corretta informazione, quando sono state avviate le campagne di sensibilizzazione sul farmaco generico, che nel nostro paese ha stentato a prendere il via. Ma una riflessione andrebbe fatta anche sull'export parallelo, che, se è permesso, può costituire un canale attraverso cui la contraffazione può passare e rimane una pratica sui cui occorrerebbe interrogarsi anche dal punto di vista etico».


Francesca Giani

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