Politica e Sanità
07 Giugno 2017Il Servizio sanitario nazionale non assicura più copertura a tutti i cittadini, occorre una ristrutturazione concreta e credibile del sistema sanitario nazionale e una riforma della sanità integrativa con sinergie tra pubblico, privato. È quanto afferma il sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato alla luce dei dati del rapporto Censis-Rbm Assicurazione salute sulla sanità pubblica, privata e integrativa presentati questa mattina a Roma in occasione del Welfare day 2017. Secondo d'Ambrosio emerge «un'ulteriore conferma che occorre mettere subito mano ad una ristrutturazione concreta e credibile del sistema sanitario nazionale, che passa attraverso una nuova governance per restituire appropriatezza, efficacia ed efficienza alla prestazione sanitaria, una riforma della sanità integrativa, una migliore e più efficace regolamentazione tra sistema pubblico e privato e la lotta senza quartiere a corruzione e sprechi».
E aggiunge: «Il contesto in cui si sviluppa il dibattito sulla sostenibilità del Ssn è complesso e allarmante ed evidenzia una realtà fotografata anche dalla indagine conoscitiva sulla efficacia e l'efficienza del Ssn promossa dalla Commissione Sanità del Senato che mette a nudo la condizione di logoramento, profonda sofferenza e crisi strutturale in cui si trova il Ssn, caratterizzato da una sanità a macchia di leopardo, fatta di cittadini di serie a e di serie B, da grandi diseguaglianze nelle cure, con ben 7 regioni al di sotto della soglia che garantisce i Lea e un Sud sempre più penalizzato nonostante la professionalità degli operatori sanitari e le non poche eccellenze. Se aumentano in maniera vertiginosa sia le persone (12 milioni, il 10,9% in più rispetto allo scorso anno) che rinunciano a curarsi soprattutto per problemi economici, sia quelle costrette a ricorrere al privato, anche indebitandosi, per tempi di attesa lunghissimi e difficoltà di accesso alle terapie, significa che non siamo più di fronte ad un sistema virtuoso e universale, ma ad un sistema iniquo che deve essere corretto. Anche l'investimento che si fa per le cronicità, l'assistenza agli anziani, la disabilità, la prevenzione è insufficiente e il Dpcm sui nuovi Lea si carica di contraddizioni laddove scopre il fianco alla incertezza su risorse e valore delle prestazioni. Un modello basato sulla sinergia tra pubblico, privato e sanità integrativa è senz'altro una strada da imboccare per tornare ad assicurare a tutti i cittadini il diritto alla tutela della salute". (SZ)
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